Fortini · Lettera n. 903
Franco Fortini a Giovanni Giudici, 23 maggio 1979
Caro Giovanni, ieri sera credo di averti dato fastidio salutandoti come aficionado del tetro locale di cultura che ci dava occasione di vederci. Scusamene. Sono così isolato e negato e cancellato che, le poche volte di una mia comparsa in pubblico, parlo inavvedutamente come una persona normale, scherzo, prendo appuntamenti, mi rallegro di vedere ancora in vita gli amici eccetera; quando dovrei sapere che Giovanni è Giudici, che io sono Fortini e non soltanto il tuo affezionato ma inesistente