Fortini · Lettera n. 714
Franco Fortini a Giovanni Giudici, [dopo 29 maggio 1968]
Caro Giudici, grazie dei tuoi versi. Ritrovo questi miei a te dedicati datati 29 maggio 1968, nientemeno. Sono cattivi ma tu perdona e credi all'affetto di
Franco Fortini
A GIOVANNI GIUDICI
Una sera della poca vita toccando copertine
in libreria commentando eventi vedendo
nella sala di conferenze il canuto maestro varcare
in frotta amici-nemici commentando seguirlo
quella sera che la vergogna dell'atto di presenza
nell'atto di dolore…
come nel tuo viso rotto in lotta con la vanità
– secche le fonti del piacere – ho visto
il mio aspetto stesso! Sull'Errore Irrimediabile
piangeva la virtù inconsolabile la vacca
la stronza l'erede del bene del niente