Fortini · Lettera n. 371

Franco Fortini a Giovanni Giudici, [dopo dicembre 1958]

Caro Giudici, mi sembra una cosa molto importante e seria, con dei passaggi molto belli. Mi par di averla capita tutta meno gli ultimissimi versi. L'unico difetto è un po' nel manico: cioè il ragionar perpetuo senza respiro, la sintassi aggrovigliata, gli enjambements un po' troppo abbondanti. È di lettura piuttosto ardua. Naturalmente, c'è una parte centrale con la quale mi è un po' difficile consentire.
È comunque una poesia notevolissima, di gran lunga superiore a quanto dà, oggi, il genere. Mi riconosco in parte nell'interlocutore; e ti sei saputo intrecciare affettuosamente al mio "Al di là della speranza".
Grazie.
Vorrò rileggerla ancora. Tuo