Leopardi · Lettera n. 996

Mittente
Leopardi, Carlo Orazio; Leopardi, Paolina
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
24 settembre 1826
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Bologna
Note alla data
24 7bre
Lingua
italiano, francese, inglese
Incipit
Hai ragione, Buccio mio, e mi crederei imperdonabile con ogni altro:
Explicit
Addio, Mucciaccio mio; ti saluto con tutto il cuore.
Regesto

Carlo continua a inviare al fratello l. sconsolate sulla propria condizione esistenziale. Si è immedesimato, gli confessa, in un pensiero espresso nel Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare: «In vero, io direi che l'uso del mondo, e l'esercizio de' patimenti, sogliono come profondare e sopire dentro a ciascuno di noi quel primo uomo che egli era». Consiglia a Giacomo di inviare le proprie produzioni ad alcuni librai marchigiani di fiducia, in modo da estendere il campo dei suoi estimatori. In Macerata, infatti, il commento a Petrarca non era ancora conosciuto; Carlo, per parte sua, cerca di disseminare l'opera leopardiana inviando l'opera a Puccinotti.
La seconda parte della l. è scritta da Paolina, la quale si dispiace per la stitichezza che recentemente ha di nuovo colpito Giacomo. Chiede al fratello di salutare da parte di tutti Angelina Iobbi, che era prossima ad avere un bambino cui Leopardi avrebbe fatto da padrino di battesimo. Gli preannuncia la ricezione di una l. da parte di Pierfrancesco.

Note

Risponde alla l. di Giacomo a Carlo e Paolina Leopardi del 20 settembre 1826 [BL 995].
L'autografo è in casa Leopardi.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 15 dicembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/996