Leopardi · Lettera n. 971
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Paolina
- Data
- 16 agosto 1826
- Luogo di partenza
- Bologna
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Bologna 16 Agosto 1826
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Paolina mia cara cara. Mi affligge proprio profondamente il sentire che Babbo e Mamma e voi altri siate stati in pena per me.
- Explicit
- Salutameli tanto, e bacia la mano teneramente per me a Babbo e a Mamma. Farò la tua parte con Angelina. Addio addio.
- Regesto
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Leopardi si scusa per aver disseminato preoccupazione in casa con il suo silenzio: raccomanda a Paolina di far leggere questa l. al padre, al quale ha già comunque inviato una comunicazione il 9 agosto [BL 965]. Confessa alla sorella di non sapere nulla circa la nomina a professore di storia di cui Mercuri si complimentava con lui [BL 964]; tempo addietro gli era stato proposto il vicerettorato dell'Università di Roma e le cattedre tenute da Luigi Maria Rezzi, ma aveva rifiutato, avendo ricevuto il vincolo del collarino ecclesiastico. Scherza sulle voci arrivate sul suo conto, e manifesta il desiderio di tornare presto a casa, verso cui si sarebbe messo in viaggio con «la fine del caldo». Prega Paolina di fargli sapere se Carlo e Luigi erano tornati a casa da Senigallia: il poeta era venuto a sapere dei trambusti ivi accaduti in occasione del gioco della tombola (cfr. infra Nota 1).
- Note
Risponde alla l. di Paolina Leopardi del 9 agosto 1826 [BL 966].
1. Monaldo, in una sua del 12 agosto 1826 [BL 968] scriveva a Giacomo dei trambusti avvenuti in Senigallia: «nella scorsa domenica 6 corr.e mentre si estraeva la Tombola, e nel momento in cui il popolo fischiava a tutta possa perché ci era un certo sbaglio in una cartella, i cavalli di una vettura sortendo da un portone si spaventarono per quelli urli, e inalberandosi urtarono, e intimorirono i vicini. Da questi, che gridarono salva salva, passò in un baleno l'allarme a tutta quella immensa popolazione, e tutti temendo o sollevazione o altro si diedero a salvarsi, a fuggire, a piangere e gridare misericordia, sicchè sembrava il giorno del giudizio». In realtà, Leopardi era già venuto a conoscenza dell'episodio mentre si trovava a Ravenna.
- Testimoni
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 134, c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 215 x 156.Timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo, senza firma.
Filigrana: disegno della capra.
Il testo si dispone sia al recto che al verso.
Inviata a Paolina Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
La traccia del sigillo giallo di chiusura ha causato uno strappo all’atto dell’apertura nel lato destro al centro.
Nello spazio della sovraccarta, come era abitudine di Paolina, è trascritta la data della lettera: «1826 | agosto 16». [Fonte: Manus]
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 134, c. 1r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 289, vol. I, pp. 451-452
- Leopardi 1856, lettera n. 289, vol. I, pp. 471-472
- Leopardi 1892a, lettera n. 437, vol. II, pp. 156-157
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 437, vol. II, pp. 156-157
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 952, vol. IV, pp. 159-160
- Leopardi 1949, lettera n. 470, pp. 701-702
- Leopardi 1998, lettera n. 971, vol. I, pp. 1217-1218
- Leopardi 2006, lettera n. 472, pp. 683-684
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 17 gennaio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/971