Leopardi · Lettera n. 965

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Monaldo
Data
9 agosto 1826
Luogo di partenza
Ravenna
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Ravenna 9 Agosto 1826
Lingua
italiano
Incipit
Cariss. Sig. Padre Sono qui da alcuni giorni in casa di un mio amico che mi ha voluto seco per forza, a vedere le antichità di Ravenna.
Explicit
Le bacio la mano con tutto il cuore, e le chiedo la benedizione.
Regesto

Da qualche giorno Giacomo soggiornava a Ravenna da Antonio Cavalli, da cui a lungo era stato corteggiato per essere ospitato a palazzo Cavalli. Accenna all'attentato a cui era sfuggito Agostino Rivarola, durante il quale era rimasto ferito il suo segretario Ignazio Muti, ora in via di miglioramento. Informa il padre di aver trovato un buon partito matrimoniale per Carlo nella ravennate contessa Pasolini, che aveva una dote esigua ma disponibile in contanti, e che era disponibile a trasferirsi a Recanati. Promette comunque di cercare altro una volta tornato a Bologna. Trasmettendo i consueti saluti alla famiglia, Leopardi congeda il padre.

Note

Segue la l. di Monaldo Leopardi del 3 luglio 1826 [BL 948].
1. I motivi che avevano indotto Antonio Cavalli a chiedere insistentemente a Leopardi di soggiornare da lui risiedevano nel desiderio di costui di farsi pubblicare da Stella una traduzione di Tibullo che prima voleva sottoporre al poeta. Quest'ultimo, dopo qualche esitazione, cedette alle lusinghe di Cavalli, e il 2 agosto si mise in viaggio per Ravenna, dove arrivò dopo una sosta intermedia a Imola. A palazzo Cavalli Leopardi trovò un clima liberale che gli piacque particolarmente; sul finire del 1819 anche Byron aveva frequentato il palazzo, partecipando a una delle feste che spesso vi venivano organizzate. Il marchese Antonio, inoltre, aveva trascorso due anni in esilio, e per questo motivo Leopardi non lo menzionò esplicitamente nella l. al padre, apostrofandolo genericamente come «un amico».

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 133, cc. 1r-2v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 212 x 157.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, correzioni, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Filigrana: disegno della capra.
    Inviata a Paolina Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
    Il testo si dispone sulla sola c. 1r-v; bianca la c. 2r.
    Il sigillo verde di chiusura, che ha causato uno strappo all’atto dell’apertura al centro del lato inferiore. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Bellucci 1985 = Novella Bellucci, In nome del padre. Riscontri retorici di un conflitto nelle lettere di Giacomo Leopardi a Monaldo, in «Quaderni di Retorica e Poetica», I, 1, 1985
  • Damiani 1988 = Rolando Damiani, La complicità di una comune origine. In margine al carteggio tra Giacomo e Monaldo Leopardi, in «Lettere italiane», XL, 3, 1988, pp. 402-414
  • Palmieri 1993 = Pantaleo Palmieri, La lingua degli affetti: parole al padre, in Lingua e stile di Giacomo Leopardi. Atti dell'VIII Convegno internazionale di studi leopardiani, Firenze, Olschki, 1994, pp. 473-492
  • Tellini 1995a = Gino Tellini, Lo stile della dissimulazione, in L’arte della prosa. Alfieri, Leopardi, Tommaseo e altri, Firenze, La Nuova Italia, 1995, pp. 145-154
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 18 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/965