Leopardi · Lettera n. 961

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Stella, Luigi
Data
25 luglio 1826
Luogo di partenza
Bologna
Luogo di arrivo
Milano
Note alla data
Bologna 25 Luglio 1826
Lingua
italiano
Incipit
Signore ed Amico carissimo. Eccomi a dirle del Cinonio. Trovo che questo lavoro sarà dei lunghi
Explicit
he vi stia contenta. Riverisco con tutto il cuore la sua famiglia, e Lei abbraccio teneramente. Il Suo cordialissimo amico e servitore
Regesto

Leopardi chiede a Luigi Stella di pubblicare il suo eventuale lavoro su Cinonio in forma anonima, per non incorrere nella nomea del pedante. Dopo il suo commento a Petrarca, se Leopardi avesse pubblicato un lavoro simili, sarebbe stato inveitabilmente inclusso nella 'classe dei pedanti', ovvero di quelli che «deprimono e rendono frivola, nulla, ridicola agli occhi degli stranieri, la nostra letteratura». La lettera si chiude con l'accenno a un progetto editoriale, volto a proporre le traduzioni di testi di autori latini dei primi secoli, proposto da un conoscente di Leopardi; stando alle voci, però, a Milano si starebbe portando avanti un'impresa simile; per tale ragione, Leopardi chiede ulteriori notizie in merito. Intanto, sono consegnate, per il solito tramite di Giuseppe Moratti, le ultime bozze della prima parte del commento a Petrarca.

Note

La lettera risponde alla doppia missiva, a firma di Stella figlio e padre, del 18 e 19 luglio 1826 [BL 960].
Per il progetto di Cinonio, si rimanda a BL 858.
L'impresa editoriale di pubblicare una raccolta di traduzioni di autori latini dei primi secoli, cui Leopardi fa riferimento, era stata avanzata da Pietro Brighenti, nel corso della corrispondenza, cui si rimanda.

Testimoni
  • Visso, Archivio storico municipale, Fondo Leopardiano, Cartella V, Lettere, c. 1rv [nel fascicolo: c. 10rv]

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 185 x 115.
    Firma autografa, indirizzo presente, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La presente lettera fa parte, insieme a altre tredici, di una cartella, parte di uno dei nuclei più ampi, testimoni dello scambio epistolare intrattenuto da Giacomo Leopardi con Antonio Fortunato e Luigi Stella. Come noto, Prospero Viani si occupò di recuperare, chiedendo agli eredi dello Stella, molti degli autografi leopardiani; a causa di problemi economici, tuttavia, nel 1868 Viani fu costretto a rivolgersi a Filippo Mariotti, deputato del Regno d’Italia, per procedere alla vendita vendita di un nucleo di lettere. Lo stesso Mariotti si rivolse a Giovan Battista Gaola Antinori, deputato e sindaco di Visso, il quale, acquistò il fondo che, composto di 14 missive, si trova ancora oggi si trova nella città di Visso.

    Il testo si dispone su entrambe le carte; il testo, nel verso della carta, risulta tripartito: nelle sezioni superiore e inferiore si trova il testo della lettera, mentre al centro l'indirizzo di spedizione. Assenti i timbri postali.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 28 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/961