Leopardi · Lettera n. 956

Mittente
Antici, Carlo Teodoro
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
15 luglio 1826
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Bologna
Note alla data
Roma 15 Luglio 1826
Lingua
italiano, latino
Incipit
Carissimo Nipote. Ebbi il vostro riscontro dei 3 Luglio.
Explicit
Soggiungete, che sperate l'abitazione nella stessa Università, e sperate un assegnamento, con cui potiate frugalmente vivere, senza incomodare vostro Padre aggravato da numerosa prole, e dalle luttuose circostanze di tutti i possidenti.
Regesto

Antici prega Leopardi di interrompere la difficile ricerca di una edizione nitida e leggibile dell'opera di Pietro Sforza Pallavicino; gli dice che attende la ristampa riveduta e corretta del Dizionario universale critico enciclopedico della lingua italiana di Francesco Alberti di Villanova, e gli ricorda di far avere a Invernizzi l'edizione delle opere ciceroniane stampata per i tipi di Stella.
Il marchese informa il nipote di non sapere ancora nulla circa il proprio soggiorno a Recanati; i «doveri domestici» non gli permettevano di fare programmi con largo anticipo, e il dover passare del tempo nel borgo marchigiano, «totalmente degradato», non era «impresa da farsi che per assoluta necessità».
Il motivo per cui Antici contatta il nipote, però, risiede nella questione impiegatizia che da mesi ricorre nel carteggio Antici-Leopardi. Lo zio riferisce, dopo un confronto con Bunsen, che sia il Cardinale ministro che il Papa sono disposti a conferire al poeta l'incarico di Vice Rettore dell'ateneo romano, a patto che però Giacomo supplisca al posto vacante della cattedra di latino e greco, e di eloquenza, lasciate da Luigi Maria Rezzi, gravemente malato. Un altro vincolo all'ottenimento della carica risiede nel dover possedere necessariamente la nomina di abate. Antici suggerisce, così, a Leopardi di riflettere sulla proposta e di scrivere a Bunsen, chiedendo, in aggiunta, di poter avere un alloggio dentro l'Università e un assegno di mantenimento che lo rendesse indipendente da casa.

Note

Risponde a una l. di Giacomo Leopardi del 3 luglio che non è stata, ad oggi, reperita.
Anche la risposta a questa l. non è purtroppo nota. Sappiamo, però, che Leopardi rifiutò la proposta da una l. alla sorella Paolina del 16 agosto 1826 [BL 971], ove si legge: «Un pezzo fa, mi fu proposto p[er] parte del Seg. di Stato il posto di Vicerettore dell'Università di Roma, coll'obbligo di supplire a tre Cattedre in caso d'impedimento degli attuali Professori (uni dei quali è malato abitualmente); e poi di vestir da prete. Risposi ringraziando tanto, e rifiutando».

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.36, c. doc.36

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, cc. 1r-2v.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifoglio.
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-2v.
    Si segnalano, a testo, alcune sottolineature: «dei 3 Luglio», «del Bene» a c. 1r; «a non più pensare» a c. 1v.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA] e di ricezione, di cui è possibile leggere anche la data malgrado l'inchiostro consumato: BOLOGNA | 28 LUG.
    È presente il segno di sigillo che ha provocato, all'atto dell'apertura, una lacerazione ai margini della carta.

Edizioni
Bibliografia
  • Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/956