Leopardi · Lettera n. 933

Mittente
Papadopoli, Antonio
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
6 giugno 1826
Luogo di partenza
Napoli
Luogo di arrivo
Bologna
Note alla data
Di Napoli alli sei di Giugno 1826 [anno sottolineato]
Lingua
italiano
Incipit
Mio carissimo amico. Se io non ti scrivo non è perciò che io non sappia di te
Explicit
o se cangiò metro, in somma scrivimi di tutto quello che ha relazione con te, perchè tutto che t'appartiene mi sta a cuore. | Vivi sano e consolato
Regesto

Breve lettera di Papadopoli che dice di non aver scritto a causa del suo cattivo stato di salute, ma di essere informato dalla contessa Anna Pepoli. Entusiasta della lettura di un brano della prefazione al Petrarca sul «Corriere delle Dame», Papadopoli si informa sullo stato della pubblicazione della raccolta dei Moralisti e dell’edizione ciceroniana dello Stella: a Napoli, infatti, le notizie faticano a giungere.

Note

Segue alla leopardiana del 6 marzo 1826 [BL 857].
Papadopoli è ancora alle prese con la sua epilessia, che lo affligge sin dalla più tenera età e a cui farà accenno lungo tutto il corso dello scambio epistolare con Leopardi.
Il primo dei nove volumi delle Rime di Francesco Petrarca colla interpretazione composta dal Conte Giacomo Leopardi era stato ospitato nella collana divulgativa e destinata al pubblico femminile «Biblioteca amena e istruttiva per le donne gentili», diretta dal 1825 dallo Stella; un brano dell’introduzione è citato in una recensione anonima, apparsa il 20 maggio 1826 sul «Corriere delle Dame»; nel maggio era stato pubblicato nel «Nuovo Ricoglitore» il manifesto editoriale.
Il riferimento al «lavoro intorno ai Moralisti» riguarda la collezione di moralisti greci che Leopardi aveva intenzione di stampare con lo Stella; da un iniziale programma di raccolta scelta [BL 752] Leopardi opterà per pubblicare in «separate edizioncelle le operette che io voleva riunire in un sol corpo» [BL 833; 878], che avrebbero incluso: i volgarizzamenti dei Caratteri di Teofrasto, di Isocrate e di Epitteto. Il disegno editoriale non andrà tuttavia in porto.
Come si legge, Papadopoli chiede dell’edizione ciceroniana, il cui primo volume è sotto la cura di Leopardi che, dal canto suo, nello stesso torno di giorni, sta continuando, con fatica anche dovuta ai continui ritardi delle poste, a correggerne le bozze.

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.236, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
    Lettera firmata, indirizzo presente, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Il testo si dispone su c. 1r; bianche le cc. 1v-2r; non si registrano interventi significativi a testo.
    Sulla c. 2v si legge l’indirizzo; sulla stessa carta si rileva anche traccia del sigillo in ceralacca arancione che ha lacerato parte del margine superiore, senza inficiare il testo. Non è rimasta, tuttavia, traccia dei timbri postali.
    Filigrana: Assente.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/933