Leopardi · Lettera n. 928
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Stella, Antonio Fortunato
- Data
- 31 maggio 1826
- Luogo di partenza
- Bologna
- Luogo di arrivo
- Milano
- Note alla data
- Bologna 31 Maggio 1826.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Signore ed Amico pregiatissimo. Alla favoritissima sua de' 27. Se a far passare costì la Operette morali
- Explicit
- quanto mi permette la mia trista salute. Mi raccomando all'amor suo e con tutto il cuore mi ripeto suo vero servo e tenero amico.
- Regesto
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Leopardi è contrario alla proposta dello Stella di pubblicare le sue Operette Morali nel Nuovo Ricoglitore, per aggirare la censura, tanto da pregare l'editore, nel caso non esistessero altre possibilità, di inviere indietro il manoscritto. Nel frattempo, avverte del mancato arrivo delle prove di stampa del Petrarca, che non mancherà di leggere e correggere non appena giunti, e dell'impossibilità di rispondere alla richiesta dello Stella di annotare alcune riflessioni su delle note ciceroniane, inviate dall'editore.
- Note
L'edizione Moroncini segnala la proprietà dell'autografo presso l'antiquario Toscanini; al momento il manoscritto risulta disperso [Leopardi 1934-1941: 119].
La lettera risponde a quello dello Stella del 27 maggio 1826 [BL 925].
Si evince, una volta di più, l'importanza per Leopardi del manoscritto delle Operette morali, che aveva definito in una lettera allo Stella del marzo 1826 «il frutto della mia vita finora passata, e io l'ho più caro de' miei occhi» [BL 861].
Per il Petrarca illustrato, che Leopardi riconsegnerà al Marcheselli, si veda BL 872; 896; 900.
- Testimoni
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Colonia, Dr. Speck Literaturstiftung, Fondo Petrarca, c. 1rv
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 19 x 12,3.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: La lettera venne ceduta dagli eredi Stella a Prospero Viani che, verosimilmente, donò l'esemplare al maestro Arturo Toscanini, per poi entrare nel mercato antiquario per merito della stessa Toscanini Family Collection di New York. La lettera, insieme ad altri documenti, venne poi in possesso della società berlinese J.A. Stargardt, tramite la quale il dottor Speck ha acquistato il manoscritto, entrando nella sua collezione, dove ancora oggi si trova. L'autografo leopardiano è stato rinvenuto solo in tempi recenti tra le carte petrarchesche possedute dal dr. Speck, forse per affinità tematica, dal momento che la lettera fa accenno al lavoro di commento di Leopardi ai versi del Petrarca.
Il testo epistolare occupa solo il recto.
Sul verso è presente l'indirizzo e il segno di sigillo, mentre non ci sono tracce del timbro postale. Sulle carte sono presenti delle note, alcune delle quali attribuite con certezza ad Antonio Fortunato Stella.
Filigrana: assente [fonte: ARIANNA 2025]
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Colonia, Dr. Speck Literaturstiftung, Fondo Petrarca, c. 1rv
- Edizioni
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- Leopardi 1923-1924
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 907, vol. IV, p. 119
- Leopardi 1949, lettera n. 453, pp. 680-681
- Leopardi 1998, lettera n. 928, vol. I, p. 1172
- Leopardi 2006, lettera n. 455, pp. 663-664
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/928