Leopardi · Lettera n. 923
- Mittente
- Antici, Carlo Teodoro
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 23 maggio 1826
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Bologna
- Note alla data
- Roma 23 Maggio 1826
- Lingua
- italiano, latino
- Incipit
- Nepote carissimo. Poco dopo ricevuta la vostra dei 24 Aprile, scrissi al Cav.e De Bunsen mandandogli il vostro testo di lingua,
- Explicit
- Mia Moglie e i miei figli vi salutano cordialmente, e desiderano sentirvi sano. Io nol desidero meno di loro, essendo di cuore
- Regesto
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Antici informa Leopardi di aver inviato a Bunsen il Martirio de' Santi Padri (il «testo di lingua») e le Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio; Bunsen, per parte sua, aveva inoltrato le opere al Segretario di Stato, che decise di voler incaricare il poeta recanatese Vice Rettore «per le cose scientifiche» dell'Università "La Sapienza" di Roma. La mansione specifica serviva per liberare Leopardi dalle pratiche amministrative che un tale compito richiedeva, ma soprattutto per non irritare gli Avvocati del concistoro, che non avrebbero apprezzato l'allontanamento dalla parte burocratica dell'incarico.
Preso atto del difficile reperimento dell'opera di Pietro Sforza Pallavicini in una edizione facilmente leggibile, adatta ai problemi di vista che negli ultimi mesi avevano colpito Antici, quest'ultimo domanda se il tipografo Annesio Nobili non potesse prendersene in carico la stampa, dal momento che l'edizione di opere machiavelliane proveniente dalla sua tipografia era risultata veramente gradevole alla lettura. Il marchese aveva, dunque, apprezzato che Leopardi avesse deciso di inviargliela tramite Antonio Testa.
Infine, risponde alle domande del nipote circa la salute della propria famiglia di recente colpita dalla rosolia. Da ultimo, il marchese esprime dispiacere per il fatto che il lavoro di amministrazione agraria tolga tempo agli studi, a cui vorrebbe dedicarsi maggiormente. - Note
Risponde a una l. di Leopardi del 24 aprile 1826 che non è stata, ad oggi, reperita.
1. La «porzione segregata» della famiglia cui si riferisce Antici è, a dire di Moroncini, «quella dei figli in collegio e della figlia maritata».
2. Il Dizionario universale critico enciclopedico della lingua italiana di Francesco Alberti di Villanova si stava ristampando riveduto e corretto in Milano.
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.35, c. doc.35
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, cc. 1r-2v.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di un bifoglio.
Il testo si dispone sulle cc. 1r-2v.
Si segnalano, a testo, alcune sottolineature: «del Bene», «sul merito», «L'arte della perfez.e cristiana» a c. 1v.
A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA] e di ricezione, di cui è possibile leggere anche la data malgrado l'inchiostro consumato: BOLOGNA | 26 MAG.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.35, c. doc.35
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 902, vol. IV, pp. 113-114
- Leopardi 1998, lettera n. 923, vol. I, pp. 1165-1167
- Bibliografia
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- Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/923