Leopardi · Lettera n. 919

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Stella, Antonio Fortunato
Data
17 maggio 1826
Luogo di partenza
Bologna
Luogo di arrivo
Milano
Note alla data
Bologna 17 Maggio 1826.
Lingua
italiano
Incipit
Signore ed amico amatissimo. Ho tardato fino a ora la risposta alle carissime sue 3 e 6 maggio per non annoiarla
Explicit
e saluti amorevoli a Compagnoni, che non so se abbia più memoria di me. La riverisco ed abbraccio di cuore. Il suo affettuosissimo amico
Regesto

Leopardi, dopo qualche tempo di silenzio epistolare, torna a scrivere allo Stella, desideroso di conoscere il suo parere sulle Operette Morali, trasmesse, nel frattempo, anche alla censura. Ringraziandolo sulle notizie date circa lo stato di salute di Vincenzo Monti e aggiornandolo sulle novità bolognesi, Leopardi chiude la lettera.

Note

La lettera risponde a quelle dello Stella del 3, 6 e 13 maggio [BL 910; 912; 916].
Come ribadito nella precedente corrispondenza, nel 1826, era apparso, prima sull'«Antologia» del Vieusseux, per le cure di Giordani, e poi sul «Nuovo Ricoglitore», edito dallo Stella, un saggio delle Operette Morali (il Dialogo di Timandro e Eleandro , il Dialogo di Cristoforo Colombo e il Dialogo di Torquato Tasso [BL 853]). Leopardi non aveva nascosto la delusione per questa prima stampa parziale, che presentava non pochi errori e un'inversione di ordine delle prose, che trasferiva in apertura Il Dialogo di Timandro e Eleandro, pensato da Leopardi, invece, come un epilogo. Con l'invio del manoscritto delle Operette, Leopardi affidava, ancora allo Stella, la pubblicazione dell'intero libro [BL 909].

Testimoni
  • Visso, Archivio storico municipale, Fondo Leopardiano, Cartella V, Lettere, c. 1rv [nel fascicolo: c. 9rv]

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 187 x 125.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo su busta, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La presente lettera fa parte, insieme a altre tredici, di una cartella, parte di uno dei nuclei più ampi, testimoni dello scambio epistolare intrattenuto da Giacomo Leopardi con Antonio Fortunato e Luigi Stella. Come noto, Prospero Viani si occupò di recuperare, chiedendo agli eredi dello Stella, molti degli autografi leopardiani; a causa di problemi economici, tuttavia, nel 1868 Viani fu costretto a rivolgersi a Filippo Mariotti, deputato del Regno d’Italia, per procedere alla vendita vendita di un nucleo di lettere. Lo stesso Mariotti si rivolse a Giovan Battista Gaola Antinori, deputato e sindaco di Visso, il quale, acquistò il fondo che, composto di 14 missive, si trova ancora oggi si trova nella città di Visso.

    Autografo; il testo si dispone sul solo recto, riservando al verso l'indirizzo di spedizione.
    Sul recto si registrano delle annotazioni di mano dello Stella: 1) Ristampa del | Petrarca; 2) errato | alla pag. 65; 3) Il Petrarca di Fir.ze | lo passi al S.R. Marcheselli; 4) Sped.ze al | Brighenti; si segnala inoltre la presenza di una sorta di parentesi quadra che racchiude alcune righe del testo.
    Al verso della carta si trova l'indirizzo con i segni di sigillo.
    Filigrana: assente. [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/919