Leopardi · Lettera n. 9

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Cancellieri, Francesco
Data
15 aprile 1815
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Recanati 15. Aprile 1815. [precede la firma]
Lingua
italiano
Incipit
Stimatissimo Signore. Avendo inteso che ella si era compiacciuta di destinarmi in dono una sua nuovissima opera
Explicit
io profitterò con trasporto della occasione per accertarlo della verità delle mie espressioni, e della profonda stima, con cui mi dichiaro.
Regesto

Ricevuta da Francesco Cancellieri la Dissertazione intorno agli uomini dotati di gran memoria, Leopardi si complimenta per la fattezza e la qualità dell'opera, mostrandosi obbligato nei confronti dell'autore per averlo menzionato. Gran parte della lettera consiste infatti in un elogio al Cancellieri che regala così a Leopardi, grazie alla sua citazione, una immortalità di secondo grado, garantita dall'imperatura fama dell'autore. La lettera si chiude con un ulteriore ringraziamento a Johan David Akerblad per la lettura del suo Porphyrii de vita Plotini e con la promessa di Giacomo di inviare altri suoi lavori al Cancellieri, sperando di non incomodarlo.

Note

La presente lettera inaugura il carteggio tra Leopardi e Cancellieri; si noti che lo scambio ha inizio con un Leopardi appena sedicenne che sta tentando di farsi strada con i suoi lavori eruditi al di fuori degli angusti confini recanatesi.
Alle pagine 87-90 della Dissertazione intorno agli uomini dotati di gran memoria Cancellieri aveva menzionato con toni elogiativi Leopardi, motivo principale della missiva; se casa Leopardi conserva l'opera, così non accade per la lettera di accompagnamento, ad oggi perduta.
È noto, grazie agli studi più recenti in merito, che tra l'estate e l'autunno del 1814, Monaldo invia il manoscritto del Porphyrii de vita Plotini a Roma, probabilmente allo zio Carlo Antici che deve poi indirizzarlo allo stesso Cancellieri. All'elogio di J. D. Akerblad seguirono anche appunti e consigli di revisione, i quali spinsero l'Antici, informato da Cancellieri, a scoraggiarne la stampa. Si deve forse a questo episodio la volontà di Giacomo di non stampare il suo lavoro, insieme ad altri sempre di carattere erudito, come appare evidente nell'indice delle Opere datato al novembre 1816.

Testimoni
  • Forlì, Biblioteca comunale Aurelio Saffi, Fondo Piancastelli, Autografi del XIX secolo - Leopardi Giacomo, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Mm 245 x 178.
    Lettera firmata, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, correzioni, segno di sigillo.

    Note: Inviata a Francesco Cancellieri, la lettera giunse nelle mani di Carlo Piancastelli in circostanze ad oggi non accertate, entrando a far parte della sua collezione, confluita poi nella sua biblioteca.

    Il testo si dispone sulle cc. 1rv; mentre bianca è la carta 2r; nel margine superiore destro della c. 1r la mano di Cancellieri annota: «15 apr. 1815.».
    Su c. 2v si legge l’indirizzo; sono, inoltre, evidenti i segni di piegatura, i timbri postali e la traccia del sigillo in ceralacca rossa di chiusura che ha causato una lacerazione al centro del lato sinistro.
    Filigrana: assente [fonte MANUS].

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/9