Leopardi · Lettera n. 894

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Pepoli, Carlo
Data
[15 aprile 1826]
Luogo di partenza
[Bologna]
Luogo di arrivo
[Bologna]
Note alla data
L'indicazione della data, altrimenti assente, è assegnata dalla critica; l'indicazione del luogo, altrimenti assente, è assegnato dalla critica sulla scorta della dinamica di invio della lettera: consegnata a mano perché i due corrispondenti si trovavano nella stessa città.
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro Ti ringrazio infinitamente del biglietto che mi mandi
Explicit
se io non ci avessi avuta difficoltà. Tu puoi farne il tuo pieno piacere. Ti ringrazio di nuovo. Amami. Addio addio.
Regesto

Leopardi risponde al biglietto del Pepoli dello stesso 15 aprile [BL 893] e lo esorta, con una spiccata ironia, a non darsi troppo pensiero della sua richiesta di intercedere a favore di Rosa Simonazzi Padovani: certamente non avrebbe voluto pesare sulle sante leggi del Casino dei Nobili né sulla loro coscienza, essendosi accorto che si trattava di una donna che aveva abbandonato il marito. In chiusa, Leopardi rassicura il Pepoli di poter inviare i suoi versi [l'Epistola al Conte Carlo Pepoli] ad Antonio Papadopoli.

Note

La lettera risponde a quella del Pepoli dello stesso 15 aprile 1826 [BL 893].
L'ironia di Leopardi su Rosa Simonazzi Padovani, che sembra distinguersi solo per la sua bellezza, è dovuta al fatto che la donna aveva abbandonato il marito, che si trovava al momento di stanza a Modena, contravvenendo alle leggi del buon costume dell'epoca. La sua presenza, dunque, al Casino dei Nobili avrebbe suscitato non poco scalpore e imbarazzo.
Per conto di Anna Pepoli, Carlo, aveva chiesto a Leopardi di poter inviare ad Antonio Papadopoli i versi dell'Epistola Al conte Carlo Pepoli, composta a Bologna nel marzo 1826 e poi recitata presso l'Accademia Felsinea, di cui Pepoli era vicepresidente.

Testimoni
  • Roma, Biblioteca nazionale centrale, Autografi, A.116.33/2, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Mm 190 (cc. 1 e 2) x 190 (c. 1); 132 (c. 2).
    Firma autografa, indirizzo presente, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Questa lettera leopardiana, rimasta nelle mani del Pepoli fino al 1872, si disperse nel mercato antiquario. Acquisita dal libraio Torrini, venne poi acquistata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma nel 1939.

    La lettera è conservata, insieme ad altre sei, in una cartellina di cartone leggero con annotazioni a proposito di mittente, destinatario ed estremi del contenuto.

    Il testo si dispone sulla sola c. 1r; bianche le cc. 1v e 2r.
    Nella c. 2v, oltre all'indirizzo, si rilevano i segni di piegatura e del sigillo giallo; assenti, invece, i timbri postali, probabilmente perché la missiva è stata recapitata a mano.
    Filigrana: assente. [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Dionisotti 1988 = Carlo Dionisotti, Appunti sui moderni: Foscolo, Leopardi, Manzoni e altri, Bologna, Il Mulino, 1988
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/894