Leopardi · Lettera n. 891

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Puccinotti, Francesco
Data
14 aprile 1826
Luogo di partenza
Bologna
Luogo di arrivo
Macerata
Note alla data
Bologna 14 Aprile 1826.
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro Puccinotti Gran consolazione mi è stata di rivedere
Explicit
Vi abbraccio e vi saluto con tutto il cuore. Amatemi e adoperatemi. Addio, addio.
Regesto

Leopardi risponde alla lettera di Puccinotti, promettendogli l’invio del saggio delle sue Operette, già apparso per l’«Antologia» e che sta per ristamparsi a Milano. Dopo averlo esortato a leggere l’articolo a proposito della Storia sulle febbri perniciose, testo dello stesso Puccinotti, Leopardi crede che possa proporsi a Caterina Franceschi, nota per le sue doti letterarie, la traduzione del De Amicitia di Cicerone per l’impresa promossa dallo Stella. La seconda parte della missiva, Puccinotti, infatti, viene bonariamente rimproverato per la sua ambizione accademica; al contrario, Leopardi lo esorta a coltivare i suoi studi, i quali saranno fonte sicura di ammirazione pubblica. La lettera si chiude con le congratulazioni al Puccinotti, da poco divenuto padre.

Note

Risponde alla lettera di Puccinotti del 2 aprile 1826 [BL 883].
Il saggio delle Operette Morali, comprendente il Dialogo di Timandro e di Eleandro, il Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez e il Dialogo di Torquato Tasso e del suo genio familiare, è apparso nel fascicolo del gennaio 1826 dell’«Antologia» [ma cfr. lettera a Vieusseux del primo marzo 1826, BL 853]; l’impresa editoriale, portata avanti da Vieusseux e Pietro Giordani, non aveva soddisfatto Leopardi, contrariato dai numerosi refusi rimasti nella stampa [BL 855]. Spinto dal desiderio di vedere pubblicate le sue Operette in un solo volume, Leopardi si rivolge all’editore milanese Stella, per cui stava già lavorando a diversi progetti, come l’opera di Cicerone, il commento a Petrarca e la collezione di moralisti greci [BL 861]. Lo Stella, per saggiare la risposta della censura a questo libro di «filosofia morale», gli propone in un primo momento la ristampa del saggio nel «Nuovo Ricoglitore», dove effettivamente appariranno nel fascicolo di marzo [BL 882].
Dell’articolo sulla Storia delle perniciose, apparso nel fascicolo di dicembre 1825 dell’«Antologia», cfr. BL 871; dal carteggio dell’ottobre 1825 sappiamo che Puccinotti sta lavorando al secondo tomo dell’opera, apparsa nello stesso 1825 in un solo volume [BL 763].
Puccinotti aveva dato notizia della gravidanza della moglie, Rosalia Franchini, nella lettera del 2 aprile 1826 [BL 883].

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXIV.28

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
    Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Il testimone originale, da cui riprendono la trascrizione Francesco Moroncini e Francesco Flora, viene perso nel marcato antiquario. Verrà poi rintracciato e acquistato dalla Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli. Per le vicende testimoniali e sull’acquisizione da parte dell'istituto bibliotecario, cfr. GENETELLI 2016 e MAROZZI 2023.
    Della presente lettera, se ne conserva una copia apografa di mano di Pierfrancesco Leopardi, oggi conservata presso Casa Leopardi.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 22 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/891