Leopardi · Lettera n. 869
- Mittente
- Antici, Carlo Teodoro
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 17 marzo 1826
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Bologna
- Note alla data
- Roma 17 Marzo 1826 [La lettera continua e si conclude in data 18 aprile 1826. Nel ms: Li 18 ap.le 1826]
- Lingua
- italiano, francese, latino
- Incipit
- Caro Nepote. Per farvi ridere, voglio palesarvi un fattarello concernente al vostro Canzoniere.
- Explicit
- Meglio riflettendo vi dico, che se codesta Edizione di Macchiavelli è tale da non affaticare la vista, e contiene tutte le opere politiche ed istoriche di quel sagace Autore, escluse le sozze comedie e le insulse poesie, astenetevi dal biglietto di revoca.
- Regesto
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È il racconto di un aneddoto a inaugurare la l. di Antici al nipote: qualche giorno prima, un «Filosofo, Poeta, e Intendentone» aveva male interpretato un articolo del giornale milanese «Il Ricoglitore», giudicandolo critico nei confronti delle Canzoni leopardiane. Per il marchese, in realtà, sotto l'apparente volontà censoria, lo scritto intendeva elogiare il libro di Leopardi.
Lo zio, con ironia e gentilezza, educa il giovane intellettuale sull'effettivo significato dell'articolo, offrendogli le prime due Canzoni del poeta per approfondirne la comprensione.
Alla parte redatta il 17 marzo, Antici aggiunge la richiesta di un'opera, lodata da Giordani, del cardinal Pietro Sforza Pallavicino, in una edizione leggibile ed economica.
La ripresa della scrittura della l. si attesta nel giorno 18 aprile: l'intervallo intercorso fra i due ordinari si fa ricondurre a una attesa risposta di Leopardi e a una lunga convalescenza da Rosalia che aveva colpito il marchese e tre dei suoi figli. Nella l. di Leopardi che ad oggi non è stata ancora reperita, il poeta aveva probabilmente proposto allo zio una edizione delle opere di Machiavelli [cfr. BL 863] che Antici accetta di ricevere a patto che non contenesse «le sozze comedie e le insulse poesie». Al desiderio delle opere machiavelliane, Antici aggiunge nuovamente la richiesta di una copia delle Canzoni della traduzione del Manuale di Epitteto da far avere a Bunsen. Chiude la l. un auspicato rapporto di amicizia e di confronto intellettuale fra Leopardi e i figli del marchese. - Note
La l. del 17 marzo segue una l. di Antici del 13 marzo 1826 [BL 863]; la l. del 18 aprile, invece, risponde a una di Giacomo che non è stata, ad oggi, reperita.
1. Aristarco Scannabue era lo pseudonimo di Giuseppe Baretti, direttore del giornale «Frusta Letteraria», nato con l'intento di mettere in atto critiche dirette ed efficaci.
2. I fascicoli citati del «Ricoglitore» erano quelli del settembre e novembre 1825, che contenevano le Annotazioni alle Canzoni; queste ultime, erano precedute da un preambolo anonimo generalmente intitolato Critica. Lo stesso fascicolo ospitava il Frammento di traduzione in volgare dell'impresa di Ciro, descritta da Senofonte. Un riferimento a tali fascicoli si ritrova anche nella l. di Stella dell'8 ottobre 1825 [BL 742].
3. La citazione «seggono a scranna colla vista più corta di una spanna» è di Dante (Paradiso, XIX, vv. 79-81).
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.34, c. doc.34
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, cc. 1r-2v.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di un bifoglio.
Il testo si dispone sulle cc. 1r-2v.
Si segnalano, a testo, alcune sottolineature: «Ricoglitore», «Del Bene», «il netto» a c. 1v; «Rosalia», «che più non pensi a provvedermi il Macchiavelli» a c. 2r; «qda non affaticare la vista», «tutte» a c. 2v.
A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA] e di ricezione, di cui è possibile leggere anche la data malgrado l'inchiostro consumato: BOLOGNA | 21 APR.
È presente il segno del sigillo che, all'atto dell'apertura, ha provocato una lacerazione al margine della carta.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.34, c. doc.34
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 847, vol. IV, pp. 68-69
- Leopardi 1998, lettera n. 869, vol. I, pp. 1112-1114
- Bibliografia
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- Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/869