Leopardi · Lettera n. 862

Mittente
Leopardi, Monaldo; Leopardi, Paolina; Leopardi, Pierfrancesco
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
12 marzo 1826
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Bologna
Note alla data
Recanati 12. Marzo 1826
Lingua
italiano
Incipit
Ad un vetturale di Imola, di cui troverete il nome qui sotto, ha consegnato la vostra Mamma due fagottelli per voi,
Explicit
Tanto più che il mio se l'è preso il Governatore, e pare che non voglia degnarsi di restituirmelo.
Regesto

Monaldo informa Giacomo dell’invio tramite il vetturale Giovanni Nardi di otto forme di formaggio e quattro salami di fichi per la famiglia di affittacamere. Fornisce notizie sul culto di San Gerio, precisando che visse probabilmente nell’XI secolo e che la chiesa a lui dedicata a Monte Santo fu ricostruita in epoca successiva.
Paolina ringrazia per le mostre di velluto destinate a Adelaide, la quale aveva però rinunciato a riceverne. Esprime frustrazione per i rinvii del matrimonio con Andrea Peroli e riferisce l’interesse di cittadini urbinati perché Giacomo accettasse un incarico universitario. Aggiorna sulla famiglia: Luigi invia saluti; Pietruccio prosegue gli studi con scarso impegno; Carlo ha tagliato i capelli, somigliando a Giacomo. Auspica miglioramenti della salute del fratello con l’arrivo della primavera.
Pierfrancesco richiede a Giacomo copia del Martirio de’ Santi Padri, trattenuta dal governatore Luca Mazzanti.

Note

Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 1 marzo 1826 [BL 852].
1. A Paolina, Giacomo rispose il 17 marzo 1826 [BL 868]. Ai ringraziamenti, da rivolgere a entrambi i genitori, per le forme di formaggio e i salami di fichi spediti a Bologna, il poeta aggiungeva quelli al padre Monaldo per aver fornito delle preziose indicazioni su San Gerio, cui era intitolata la chiesa di Monte Santo. Leopardi confessa poi alla sorella che «l'affar di Urbino», ossia la possibilità di ottenere una cattedra nella città, non era valutabile, in quanto era pagato poco e non era adatto a un letterato del suo calibro. Si dice contento che Carlo abbia deciso di tagliarsi le basette, poiché «non erano più di moda» ed erano oggetto di scherno da parte degli stranieri che venivano in vacanza in Italia. Da ultimo, egli chiedeva alla contessa se avesse notizie circa la restituzione di una copia del Martirio de’ Santi Padri da parte del governatore Luca Mazzanti: a Giacomo ne era rimasto un unico esemplare, che non intendeva cedere finché non gli fosse stato riconsegnato quello trattenuto dal governatore.

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, c. 1r-v.
    Lettera firmata, firma autografa, segni di piegatura.

    Note: Autografo di Monaldo (c. 1r), Paolina (c. 1r-v) e Pierfrancesco (c. 1v).
    Il testimone consta di una carta.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Genetelli 2024 = Christian Genetelli, Mani, voci e destini nelle lettere leopardiane, in Carte leopardiane: dal documento al sistema. Atti del Convegno Alma Leopardi, (Bologna, 9 giugno 2023). Giornata in ricordo di Emilio Pasquini, A cura di Marcello Dani, Bologna, Università di Bologna, 2024, pp. 79-92
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 16 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/862