Leopardi · Lettera n. 861

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Stella, Antonio Fortunato
Data
12 marzo 1826
Luogo di partenza
Bologna
Luogo di arrivo
Milano
Note alla data
Bologna 12 Marzo 1826
Lingua
italiano
Incipit
Signore ed Amico pregiatissimo. Ricevo la favorita sua 8 corrente. Le ritorno qui acclusa
Explicit
I miei complimenti a tutti i suoi, e mi creda con vera stima e vero affetto Suo servitore ed amico cordialissimo
Regesto

Leopardi manda indietro le bozze del commento a Petrarca, proponendo allo Stella la partizione dei volumi a venire. Successivamente, con una vena polemica, Leopardi comunica all'editore di aver saputo, da alcuni suoi amici, che è stato svelato il falso del Martirio dei Santi padri; dal momento che lo Stella era l'unico a custodire il segreto, Leopardi chiede dei chiarimenti a riguardo. Vedendo procrastinare la stampa delle traduzioni di Epitteto e di Isocrate, Leopardi, convinto dello scarso interesse per il progetto da parte dello stesso editore, tanto da chiedergliene indietro i manoscritti, propone la pubblicazione delle Operette Morali, una scelta delle quali era già apparsa per l'«Antologia», nel numero 61. Se Stella vorrà assumersi l'incarico di stamparlo, Leopardi rinuncerà a qualsiasi altro editore, affidandogli l'esclusiva dell'impresa e, dunque, il manoscritto, «frutto della mia vita finora passata, e io l'ho più caro de' miei occhi».

Note

La lettera risponde a un'altra dello Stella dell'8 marzo 1826 [BL 858].
Per l'operetta commessa dalla Germania si veda la lettera al Bunsen del 16 novembre 1825 [BL 772].
Per il riferimento alla richiesta del Petrarca illustrato, edito dal Piatti nel 1822, si veda la lettera agli Stella del 18 dicembre 1825 [BL 797].
Il Martirio de' Santi padri, falso Leopardiano sulla scorta dell'Inno a Nettuno e delle Odae Adespotae, era stato pubblicato dallo Stella nel gennaio 1826 [BL 810].
L'«Antologia» (n. 61, gennaio 1826), rivista del Viesseux che si pubblicava a Firenze, conteneva un Saggio Operette Morali, comprendendo il Dialogo di Timandro e Eleandro, il Dialogo di Cristoforo Colombo e il Dialogo di Torquato Tasso, in un ordine voluto da Giordani che non dovrà soddisfare Leopardi [BL 853].

Testimoni
  • Visso, Archivio storico municipale, Fondo Leopardiano, Cartella V, Lettere, c. 1rv [nel fascicolo: c. 7rv]

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 245 x 175.
    Firma autografa, indirizzo presente, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La presente lettera fa parte, insieme a altre tredici, di una cartella, parte di uno dei nuclei più ampi, testimoni dello scambio epistolare intrattenuto da Giacomo Leopardi con Antonio Fortunato e Luigi Stella. Come noto, Prospero Viani si occupò di recuperare, chiedendo agli eredi dello Stella, molti degli autografi leopardiani; a causa di problemi economici, tuttavia, nel 1868 Viani fu costretto a rivolgersi a Filippo Mariotti, deputato del Regno d’Italia, per procedere alla vendita vendita di un nucleo di lettere. Lo stesso Mariotti si rivolse a Giovan Battista Gaola Antinori, deputato e sindaco di Visso, il quale, acquistò il fondo che, composto di 14 missive, si trova ancora oggi si trova nella città di Visso.

    Il testo si dispone su entrambe le carte.
    Sul verso, la lettera occupa solo la parte superiore e inferiore, mentre al centro è trascritto l'indirizzo. Sulla medesima carta sono presenti un segno di richiamo e un'annotazione, probabilmente di mano di Antonio Fortunato Stella («Dialogo tra Timandro | ed Eleandro. | pagine 18).
    Filigrana: assente [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/861