Leopardi · Lettera n. 852

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Monaldo; Leopardi, Paolina
Data
1 marzo 1826
Luogo di partenza
Bologna
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Bologna 1 Marzo 1826
Lingua
italiano
Incipit
Carissimo signor padre. La ringrazio infinitamente della Leggenda che Ella mi ha favorita
Explicit
non troverei parole da tanto, e credimi, che non saprei come esprimermi.
Regesto

Leopardi, con sottile ironia, finge di non aver compreso l’origine paterna dell’agiografia dedicata a san Gerio e ne attribuisce la redazione a una generica mano marchigiana o romana. Accetta di indicare Recanati nel frontespizio dell’edizione completa delle proprie opere, come richiesto da Monaldo, sottolineando implicitamente la propria formazione autodidattica [cfr. 851].

A Paolina rivolge la smentita deòòa notizia, diffusa da Giacomo Ricci, di un suo soggiorno a Firenze; residente a Bologna, lamenta l’insistenza del Ricci, da cui si è più volte sottratto. Chiede notizie familiari, promette di cercare i velluti per la madre, esprime nostalgia per la sorella e invia saluti a vari conoscenti e parenti.

Note

Risponde alla l. di Monaldo e Paolina del 26 febbraio 1826 [BL 851].

Testimoni
  • Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Manoscritti Italiani. Classe X, It. X, 371 (=10548), cc. 6r-7v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli rilegati, mm 262 x 190.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifoglio.
    Il testo, disposto nelle cc. 6r-7r, è così ripartito: - c. 6r: a Monaldo Leopardi; - cc. 6v - 7r: a Paolina Leopardi.
    Si segnala un'aggiunta in interlinea con segno di appicco a c. 1r.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i timbri postali si invio [BOLOGNA], e di ricezione, di cui è possibile leggere la data: 4 MARZO.
    Il sigillo di chiusura ha provocato una lacerazione al margine inferiore della carta, all'atto dell'apertura.

    Da Manus: Custoditi originariamente nell'archivio familiare di Casa Leopardi, i documenti raccolti nel manoscritto restarono temporaneamente nelle disponibilità di Giovan Battista Dalla Vecchia (1831-1903), istitutore dei figli di Pier Francesco Leopardi (fratello del poeta) e successivamente bibliotecario della famiglia. Fu in seguito alla morte del Dalla Vecchia, nel 1903, che i documenti entrarono a far parte del patrimonio della Biblioteca. Giuseppe Gerola, direttore del Museo Civico di Bassano del Grappa si interessò, infatti, alla sorte dei documenti e ne propose l'acquisto a Salomone Morpurgo, direttore della Biblioteca Marciana che nel 1904 ricevette il plico da Giacomina Dalla Vecchia al costo di duecentoquaranta lire.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
  • Genetelli 2024 = Christian Genetelli, Mani, voci e destini nelle lettere leopardiane, in Carte leopardiane: dal documento al sistema. Atti del Convegno Alma Leopardi, (Bologna, 9 giugno 2023). Giornata in ricordo di Emilio Pasquini, A cura di Marcello Dani, Bologna, Università di Bologna, 2024, pp. 79-92
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 16 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/852