Leopardi · Lettera n. 850

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Carlo Orazio
Data
24 febbraio 1826
Luogo di partenza
Bologna
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Bologna 24 Febbraio 1826.
Lingua
italiano
Incipit
Carluccio mio. Ringraziato Dio, che finalmente rivedo i tuoi caratteri;
Explicit
non avrei neppur forza di scrivere questa lettera, nè di aprir gli occhi alla luce del sole.
Regesto

Giacomo conferma al fratello Carlo l’ipotesi secondo cui la biblioteca della Badia di Farfa menzionata nel Martirio de’ Santi Padri alluderebbe, almeno in parte, alla libreria domestica, precisando tuttavia che il riferimento potrebbe estendersi anche alla «vettura dell’ebreo», ossia a un commerciante di libri usati. In merito al Martirio, riferisce inoltre che Antonio Cesari, autorevole cultore della lingua trecentesca, aveva erroneamente attribuito l’opera al Trecento, scambiandola per un testo d’epoca. Comunica poi che non invierà i componimenti pubblicati nel «Nuovo Ricoglitore», ma si impegna a far pervenire i volumi dei moralisti greci di prossima stampa. La lettera si chiude con un accento partecipe sulla condizione esistenziale descritta dal fratello nelle precedenti missive e con la promessa di un imminente ricongiungimento, poiché il pensiero di Carlo costituisce per Giacomo un’«àncora» di sostegno vitale.

Note

Risponde alla l. di Carlo Leopardi del 18 febbraio 1826 [BL 850].
1. Il Martirio de' Santi Padri è un falso trecentesco. Nella Premessa, datata 24-25 gennaio 1825, l'anonimo editore dichiara di aver riprodotto il testo da un codice conservato nella biblioteca del Monastero di Farfa. Era stato il cugino Melchiorri a proporre tale localizzazione a Leopardi, il quale aveva accettato il suggerimento. In una l. a Melchiorri del 22 gennaio 1825, infatti, il poeta aveva domandato dati ulteriori: «Mi ricordo d'averti mostrato una volta in Roma una mia traduzioncella, fatta sullo stile del trecento, con arcaismi a bella posta, per farla passare come antica. Ti dimandai se tu conoscevi qualche biblioteca di codici poco nota, dalla quale io potessi dire e fingere di avere copiata e tratta quella traduzioncella. Tu mi nominasti la biblioteca della Badia di Farfa. Vorrei ora che tu me ne dessi qualche notizia, cioè mi dicessi se in questa biblioteca vi sono codici, se è poco visitata, e qual è il suo preciso nome» [BL 666]. Melchiorri, che non riuscì ad accontentare subito il cugino [cfr. BL 668], alla fine fu in grado di soddisfare le sue richieste [cfr. BL 670]. Per un approfondimento sulla scelta dell'ubicazione farfense si veda Bellucci, Trenti, pp. 196-198.
2. L'autografo della l. è appartenuto almeno temporaneamente alla signora Olga Cozzani di Ceccano (Frosinone), ed è attualmente indisponibile; l'informazione è reperibile in Bonaviri 1958, p. 540. A proseguire l'indagine per il ritrovamento del documento è Marozzi, il quale, confermando l'indisponibilità del manoscritto, ricostruisce qualche tappa della sua storia documentale: «secondo la descrizione di Bonaviri, che ebbe modo di vedere l'originale, "in alto a sinistra dell'anzidetto indirizzo si legge la data '24 Febb 26'": se davvero gli autografi che esibiscono la trascrizione del giorno di invio restarono in possesso di Teresa Teja, questo manoscritto potrebbe essere stato alienato direttamente dalla contessa, oppure - ma la ricostruzione appare meno verosimile -, da Alessandro Avòli, in un momento precedente la consegna delle carte all'Istituto Massimo di Roma» [Marozzi 2023: pp. 127-128].
3. Gli Idilli vennero pubblicati nel «Nuovo Ricoglitore» in due fascicoli: in quello di dicembre comparivano L'infinito e La sera del giorno festivo; in quello di gennaio La Ricordanza, Il sogno, Lo spavento notturno e La vita solitaria.
4. Quando Leopardi parla di opere «più rilevanti che si stampano in Milano adesso» si riferisce al Manuale di Epitteto e agli altri moralisti greci; egli era infatti in accordo con Stella, al quale, il 22 febbraio 1826, dettava i titoli dei componimenti da inserire nel frontespizio [cfr. BL 849].

Edizioni
Bibliografia
  • Bonaviri 1978 = Giuseppe Bonaviri, Autografi Leopardiani, in «Italianistica. Rivista di Letteratura Italiana», VII, 3, 1978, pp. 540-545
  • Bellucci, Trenti 1998 = Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 196-198
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Geddes 2021 = Costanza Geddes da Filicaia, Leopardi, Cicerone, l'"humanitas" e il pensiero linguistico, in «Il capitale culturale», 24, 2021, pp. 193-204
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 16 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/850