Leopardi · Lettera n. 847
- Mittente
- Antici, Carlo Teodoro
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 19 febbraio 1826
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Bologna
- Note alla data
- Roma li 19 Feb: 1826
- Lingua
- italiano, latino
- Incipit
- Caro Nepote. La vostra risposta dei 29 Gennaio, arida e tetra, sembra dettata ancora dalla risoluzione
- Explicit
- Datemene la sicurezza: ricevete cordiali saluti di questi vostri Congiunti, e crediatemi con sincero attaccamento
- Regesto
-
In risposta a una l. «arida e tetra» di Leopardi, che ad oggi non è stata reperita, Carlo Antici reitera l'ammonimento ad approfondire la morale religiosa sui testi di de Maistre e di La Mennais. L'erudizione leopardiana, secondo lo zio, andrebbe orientata «a quegli oggetti, che abbracciano i più grandi interessi dell'uomo», di modo da non godere di sola fama temporanea, ma di fornire un aiuto concreto alla società. Le Canzoni o le Annotazioni alla cronica di Eusebio avevano sicuramente destato un gran successo, ma questo, alla lunga, sarebbe risultato vano e fine a sè stesso. Il marchese propone a Leopardi di scrivere sul «Giornale Ecclesiastico» qualcosa «di libera scelta», suggerendo che potrebbe essere un buon modo per promuovere il suo nome. Riporta poi i complimenti di Monsignor Mauri alle Canzoni leopardiane: il monsignore ne aveva apprezzato lo stile elevato, e aveva promesso di parlare col Segretario di Stato affinché questo mantenesse le promesse fino a quel momento disattese.
Manifesta, inoltre, il disappunto per un probabile errore di Stella nella spedizione dei materiali per Invernizzi: il monsignore, infatti, al posto della desiderata edizione ciceroniana curata dall'Ernesti, aveva ricevuto l'edizione napoletana incompleta che aveva spedito in cambio di quella. Chiedendo informazioni sui prezzi del grano e sperando che la primavera porti un po' di sollievo agli «incomodi fisici» del nipote, il marchese chiude la l. - Note
Risponde a una l. di Giacomo Leopardi del 29 gennaio 1826 che non è stata al momento reperita.
1. «Tanti più io ti prego gentil Spirto / Non lasciar la magnanima tua impresa» è citazione da Petrarca, Canzoniere, VII, 12-14.
2. Moroncini spiega che «"Vergaro" (da verga, simbolo dell'autorità patriarcale) è chiamato nelle Marche il capo d'una famiglia di contadini».
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.31, c. doc.31
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, cc. 1r-3v.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di due bifogli.
Il testo si dispone sulle cc. 1r-3r.
Non si segnalano interventi significativi a testo, se non le sottolineature di «giornale ecclesiastico» e «Memoriel catholique» a c. 2r.
A c. 3v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA] e di ricezione, del quale è possibile leggere anche la data malgrado l'inchiostro consumato: BOLOGNA | 22 FEB.
È presente il segno del sigillo che, all'atto dell'apertura, ha provocato una lacerazione al margine della carta.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.31, c. doc.31
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 821, vol. IV, pp. 38-40
- Leopardi 1998, lettera n. 847, vol. I, pp. 1081-1083
- Bibliografia
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- Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/847