Leopardi · Lettera n. 830
- Mittente
- Leopardi, Monaldo
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 31 gennaio 1826
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Bologna
- Note alla data
- Recanati 31. del 1826.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio Caro Figlio. Ho ricevuta la carissima vostra delli 25, ed a me come a vostra Madre ha fatto grandissima pena il sentire quanto soffrite per il freddo.
- Explicit
- Spero che avrete tutto ricevuto. Addio. Vi abbraccio e vi benedico di cuore.
- Regesto
-
Monaldo risponde al figlio Giacomo esprimendo preoccupazione per il rigido freddo da lui sofferto e rinnovando il desiderio che fosse rientrato a Recanati per l’inverno. Comunica l’invio, tramite Fusello, di prodotti locali, di scritti di Giacomo e di alcuni libri, tra cui fascicoli dello «Spettatore» e il Saggio di poesie di Vincenzo Monti, raccomandandone la custodia. Sollecita inoltre la restituzione del De Lingua Latina di Varrone, prestato a Giuseppe Melchiorri circa tre anni prima per un progetto editoriale, pensato con Pietro Ercole Visconti, poi non realizzato. In merito al beneficio ecclesiastico ottenuto dopo la morte di Ettore Leopardi, approva la scelta di Giacomo di non intraprendere la carriera religiosa senza vocazione e richiama una norma che consentiva l’attribuzione del beneficio a persone meritevoli; chiede pertanto l’invio di una lettera ostensibile per la richiesta della somma. Conclude con espressioni affettuose, ricordando l’invio di una veste da camera e di tabacco, e scusandosi per la grafia.
- Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 25 gennaio 1826 [BL 825].
1. Giacomo desiderava che il Saggio di poesie dell'Abate Vincenzo Monti a Sua Eccellenza la Signora Marchesa Maria Maddalena Trotti Bevilacqua fosse consegnato a Brighenti, che aveva intrapreso un lavoro di edizione delle opere di Vincenzo Monti. Il Saggio, uscito dai Torchi dell'Enciclopedia Livorno nel 1779, è presente nella Biblioteca di Casa Leopardi, e ne figura in catalogo. Brighenti avrebbe ricevuto regolarmente copia del volume, come testimonia una l. a Leopardi del 2 marzo 1827 [BL 1049] dove si legge: «I due volumi Monti che mi favoristi in prestito li conservo ancora appresso a me, giacchè sarò anche per usarne, ma non mancherò poi di restituirteli».
2. Il progetto editoriale pensato da Giuseppe Melchiorri e Pietro Ercole Visconti intendeva dare alla luce una nuova edizione del De Lingua Latina di Varrone; per questo motivo, Melchiorri aveva richiesto a Giacomo un'edizione dell'opera presente nella biblioteca paterna.
- Testimoni
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
Originale, manoscritto autografo.
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 799, vol. IV, pp. 18-19
- Leopardi 1988b, lettera n. 61, pp. 123-124
- Leopardi 1998, lettera n. 830, vol. I, pp. 1062-1063
- Leopardi 2025, lettera n. 129, pp. 139-140
- Bibliografia
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- Damiani 1988 = Rolando Damiani, La complicità di una comune origine. In margine al carteggio tra Giacomo e Monaldo Leopardi, in «Lettere italiane», XL, 3, 1988, pp. 402-414
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 27 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/830