Leopardi · Lettera n. 781

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Papadopoli, Antonio
Data
30 novembre 1825
Luogo di partenza
Bologna
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Bologna 30 Novembre 1825
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro. Non ti scrissi a Firenze perchè
Explicit
Se ti posso servire, comandami, e non mi risparmiare. Addio, ti abbraccio con tutta l'anima. Addio, addio.
Regesto

Giacomo scrive a Papadopoli che intanto aveva lasciato Bologna, per giungere a Firenze e, poi, Roma, dove è indirizzata la lettera. Malgrado la malinconia e il cattivo stato di salute che continuano a colpirlo, Giacomo si consola con la memoria dell’amico, sperando che questi non gli neghi la sua amicizia, malgrado la distanza. Dopo questa sentita e sofferta dimostrazione di affetto, Giacomo aggiorna sul suo giovane allievo Polidoros, chiamato scherzevolmente con il nomignolo di «Molto bene», che sembra aver abbandonato le sue lezioni di latino.

Note

Questa lettera del novembre deve essere la prima della serie epistolare dalla partenza del Papadopoli da Bologna, alla fine del 1825, perché Leopardi dice di non aver scritto a Firenze, tappa che aveva preceduto la sosta a Roma; il giovane, passando per Firenze e Roma, avrebbe raggiunto Napoli, dove studierà per un anno con Basilio Puoti, Luigi Dragonetti e Saverio Baldacchini; dalla lettera si può intuire il ruolo di tramite ricoperto della contessa Anna Sampieri Pepoli.
Con la partenza di Papadopoli e il silenzio del Polidoros, Giacomo vedeva oscurarsi le sue possibilità di guadagno che si era assicurato partendo da Milano: un resoconto delle entrate economiche previste poco dopo l'arrivo a Bologna, tra le quali si devono contare i dieci scudi al mese rilasciati dallo Stella, si leggeva nella lettera del 3 ottobre 1825 al padre Monaldo [BL 737]; nel frattempo le speranze di ottenere un Segretariato presso l’Accademia delle Belle Arti a Bologna, così come la proposta di una cattedra a Roma avanzate da Bunsen saranno destinate a scomparire [BL 751, 756, 757, 760, 761].
è probabile che il giovane allievo di Leopardi, Pier Lisandro Polidoros, fu costretto a lasciare Bologna tra la fine del 1825 e l'inizio del 1826, come lascerebbe intuire una lettera da lui inviata a Giacomo da Ginevra l'11 febbraio 1826 [BL 838].

Testimoni
  • Venezia, Archivio privato Arrivabene Valenti Gonzaga, Lettere di Giacomo Leopardi, 5, cc. 1rv

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 239 x 188.
    Lettera firmata, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Le 16 lettere inviate da Leopardi al Papadopoli confluirono inizialmente nell’archivio privato Papadopoli-Aldobrandini, fonte cui attinse Prospero Viani. In seguito al matrimonio dell’erede della famiglia, le carte vennero annesse alla collezione Arrivabene Valenti Gonzaga. Alcuni degli autografi entrarono, per dinamiche ancora oggi ignote, nel mercato antiquario.

    Il testo si dispone su c.1r.
    su c. 1v si legge l'indirizzo e si rilevano i timbri postali e il sigillo in ceralacca blu.
    Nell'angolo superiore destro della stessa carta si legge un'annotazione: «Leopardi».
    Filigrana: assente. [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/781