Leopardi · Lettera n. 772
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Bunsen, Christian Karl Josias : von
- Data
- 16 novembre 1825
- Luogo di partenza
- Bologna
- Luogo di arrivo
- Roma
- Note alla data
- Bologna 16 Novembre 1825
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Pregiatissimo Signor Cavaliere. Ciascuna sua lettera è piena di tanto amore e di tanta bontà
- Explicit
- contenente le Operette morali d'Isocrate, che io aveva già tradotte poco fa. Ella segua ad amarmi, e sia certa dell'eterna riconoscenza del suo
- Regesto
-
Leopardi, a causa dell'aggravarsi della sua malattia, comunica al Bunsen l'impossibilità di recarsi a Roma per ricoprire la cattedra di eloquenza greca e latina, che mal si confaceva alla sua stessa natura. Esprime, dunque, di nuovo la sua preferenza per il segretariato a Bologna, presso l'Accademia delle Belle Arti, pur dicendosi disponibile, se costretto dall'assenza di altre possibilità, a recarsi a Roma quanto prima. Nell'ultima parte della missiva, dopo aver assicurato il Bunsen sulla buona riuscita dello studio dei manoscritti di Ulfila, per il quale l'abate Bentivoglio, Dottore del Collegio Ambrosiano di Milano, avrebbe certamente fornito il giusto aiuto, Leopardi torna a parlare del lavoro di traduzione di Platone, accennando infine ad alcuni suoi progetti letterari in corso.
- Note
La lettera risponde a quella di Bunsen del 12 novembre 1825 [BL 770].
Leopardi, dopo una breve sosta a Bologna, era arrivato a Milano alla fine del luglio 1825 [BL 709] per fare poi ritorno nella città felsinea alla fine di settembre [BL 737]. Sono noti i giudizi poco edificanti su Milano, per «l'ignoranza» dei librai riguardo ciò che accade al di fuori della città [BL 716], e per la quasi totale assenza di «società», fatta eccezione per gli eventi mondani, «perché Milano nel materiale e nel morale è tutto un giardino delle Tuileries» [BL 710 e 730].
Malgrado la convinzione di riuscire a ottenere ancora il posto di Segretario dell'Accademia di Belle Arti, è noto che già all'altezza di novembre il vescovo camerlengo Galeffi aveva declinato ogni possibilità di impiego di Leopardi a Bologna, sottolineando inoltre come fosse più consono non allontanarlo troppo da Roma, nascondendolo agli occhi del Governo [BL 751 e 770].
Per il lavoro sui manoscritti del vescovo Ulfila, inventore dell'alfabeto gotico e primo traduttore della Bibbia in lingua germanica, si veda la lettera BL 770.
Era stato Bunsen a chiedere a Leopardi, nel precedente scambio epistolare [BL 770], se avesse letto l'edizione del Platone a cura del Bekker. Leopardi ha invece letto la traduzione Cousin delle opere di Platone [BL 761]; a tal proposito, nella presente lettera, fa riferimento all'opera di Friedrich Ast, dedicata anch'essa a Platone, di cui rimangono nella biblioteca recanatese solo i primi quattro volumi e che Leopardi commenta nei suoi scritti filologici [LEOPARDI 1969].
Notizie sul progetto di una scelta dei Moralisti greci da stampare presso lo Stella si leggono nello scambio epistolare di questi mesi proprio con l'editore milanese. Di questa raccolta, mai pubblicata, dovevano far parte anche la traduzione dei Discorsi morali d'Isocrate [oggi in LEOPARDI 2012]. Del lavoro su Stobeo, da cui avrebbe tratto i Pensieri Morali tratti da libri perduti di antichi scrittori greci, Leopardi parlerà sempre allo Stella nella lettera del 16 novembre 1825 [BL 773]. Tracce se ne trovano anche in uno dei Disegni letterari [il XII nell'edizione LEOPARDI 2021], databile agli ultimi mesi del 1824 o ai primi del 1825, iscritto sotto la voce di 'Spoglio e traduzione di Stobeo' [ma cfr. ANDRIA-ZITO 2013].
- Testimoni
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Berlin, Geheimes Staatsarchiv Preuβischer Kulturbesitz, VI. HA, FA Bunsen, v., Karl Josias, B Nr. 92, cc. 1r-2v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 239 x 189.Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Questa lettera, insieme ad altre 15, rimase nell'archivio di famiglia Bunsen, fino alla cessione del figlio al Preussische Geheimes Staatsarchiv di Berlino, dove il nucleo epistolare si trova ancora oggi conservato.
Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r.
Nell'angolo superiore sinistro di c. 1r, è segnato il numero «10» a matita, accompagnato da un'annotazione autografa di Bunsen: «19 Nov. | Resp. 20.»; a c. 2r, nel margine sinistro, è presente un richiamo d'attenzione a matita.
A c. 2v si legge l'indirizzo di spedizione; sulla stessa carta sono presenti i segni di piegatura, i timbri postali e la traccia del sigillo marrone [fonte MANUS].
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Berlin, Geheimes Staatsarchiv Preuβischer Kulturbesitz, VI. HA, FA Bunsen, v., Karl Josias, B Nr. 92, cc. 1r-2v
- Edizioni
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- Leopardi 1874
- Leopardi 1878a
- Leopardi 1923-1924
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 746, vol. III, pp. 256-258
- Leopardi 1949, lettera n. 379, pp. 593-595
- Leopardi 1998, lettera n. 772, vol. I, pp. 995-997
- Leopardi 2006
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/772