Leopardi · Lettera n. 766

Mittente
Stella, Antonio Fortunato; Stella, Luigi
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
31 ottobre 1825
Luogo di partenza
Milano
Luogo di arrivo
Bologna
Note alla data
Milano 31 ott.e 1825
Lingua
italiano
Incipit
Pregiatissimo Signore, ed Amico dilettissimo. La gratissima sua 9 corrente / Fin qui ha scritto il figlio; ora viene il padre che rettifica alcune cose dette di sopra
Explicit
Mi voglia bene, mi scriva, e mi creda, qual sarò sempre, servitor suo obbligatissimo ed amico di cuore / Mi continui il suo amore e sia certa d'esser teneramente amata dal suo vecchio amico.
Regesto

Prima Luigi e poi il padre, Antonio Fortunato Stella, rispondono a Leopardi; nella presente lettera si fa il punto dei vari cantieri leopardiani per gli editori milanesi: i manifesti dell'impresa ciceroniana, attesi a Bologna; la seconda parte della Critica (l'autorecensione alle dieci canzoni e le Annotazioni, accompagnate dal solo testo di Alla sua donna) prossima alla pubblicazione sul «Nuovo Ricoglitore»; il Martirio dei santi padri, ancora nelle mani della censura; i Versi morali dal greco; la Collezione dei moralisti greci, progetto quest'ultimo accolto con molto entusiasmo dallo Stella, pronto già a stampare il primo tomo. Si trovano inoltre accenni a invii e a scambi di libri richiesti da Leopardi.

Note

La lettera risponde alle leopardiane del 9, a Luigi, e del 21 ottobre, ad Antonio Fortunato Stella [BL 743 e 752].
L'arrivo a Bologna dei due manifesti, in latino e in italiano, dell'impresa ciceroniana era utile per diffondere la voce della prossima uscita; di tale pubblicità, come si intende anche nella lettera di Leopardi del 5 ottobre 1825 [BL 739], si sarebbe occupato Pietro Brighenti.
Effettivamente il Martirio dei santi padri, un apocrifo leopardiano come l'Inno a Nettuno, verrà pubblicato per i tipi dello Stella nel 1826.
Nella precedente corrispondenza, Leopardi aveva proposto allo Stella un progetto su una collezione di operette morali di autori greci; all’interno di questo progetto, che subirà degli aggiustamenti nel tempo, sarebbero entrati a far parte i volgarizzamenti dei Caratteri di Teofrasto, di Isocrate e di Epitteto (la cui traduzione verrà incominciata nel novembre 1825), oltre ai menzionati Platone e Marco Aurelio, questi ultimi poi abbandonati. Dall'iniziale programma di pubblicare le sue traduzioni all'interno di un'unica raccolta, Leopardi opterà per pubblicare in «separate edizioncelle le operette che io voleva riunire in un sol corpo» [BL 833; 878], che avrebbero incluso i volgarizzamenti dei Caratteri di Teofrasto, di Isocrate e di Epitteto. Il disegno editoriale non andrà tuttavia in porto, in quanto lo Stella darà la precedenza ad altri lavori leopardiani, come il commento a Petrarca e, soprattutto, alle Operette Morali. Solo nel febbraio 1826 Leopardi invierà allo Stella il suo volgarizzamento del Manuale di Epitteto, pensando di pubblicarlo insieme alla Comparazione delle sentenze di Bruto e Teofrasto, prosa già apparsa nell’edizione bolognese delle Canzoni del 1824 [cfr. lettera a Stella del 22 Febbraio 1826, BL 849].

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Autografi Vari
    Originale, manoscritto autografo.
Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/766