Leopardi · Lettera n. 752
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Stella, Antonio Fortunato
- Data
- 21 ottobre 1825
- Luogo di partenza
- Bologna
- Luogo di arrivo
- Milano
- Note alla data
- Bologna 21 Ott. 1825
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Signore ed Amico carissimo. Ho tardato fin qui a riscontrare la sua degli 8
- Explicit
- I miei saluti a tutti i suoi, a Bentivoglio, a Compagnoni. Pieno di riconoscenza e di affetto sono il suo cordialissimo amico
- Regesto
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Dopo aver scritto a Luigi Stella, Leopardi trona a scrivere ad Antonio Fortunato Stella, rassicurandolo del suo stato d'animo e di salute. Leopardi, dopo aver risposto circa le informazioni richieste sul Dante rivendicato del Torti, propone allo Stella un nuovo progetto, riguardante la pubblicazione di una collana di operette morali di autori greci, di cui avrebbe pronto già il primo tomo, la quale avrebbe potuto comprendere i Caratteri di Teofrasto, i Pensieri di Marco Aurelio ma, soprattutto, i Pensieri di Platone; ogni operetta, continua Leopardi, avrebbe potuto essere stampata e venduta singolarmente. Insieme alla lettera, Leopardi, per tramite di Moratti, invia anche la seconda parte della sua Critica (l'autorecensione alle sue dieci canzoni, seguita dalle Annotazioni alle Canzoni, da pubblicare nel «Nuovo Ricoglitore».
- Note
La lettera risponde all'ultima dello Stella dell'8 ottobre [BL 742], e segue la missiva leopardiana inviata da Leopardi a Luigi Stella il 9 ottobre 1825 [BL 743]. Come si legge in una lettera a Giuseppe Moratti del 20 ottobre 1825 [BL 750], la presente missiva verrà recapitata allo Stella per tramite dello stesso Moratti, come da precedente accordo.
Leopardi accenna alle lezioni private - verso le quali nutrirà sempre dell'insofferenza [BL 744] - che in quel tempo impartiva a un giovane greco, Pier Lisandro Polidoros, conosciuto per il tramite di Papadopoli [BL 723]; tale mezzo di sostentamento, come ebbe a scrivere anche al padre Monaldo il 3 ottobre [BL 737], venne poi presto a mancare, a causa di un trasferimento repentino del giovane a Ginevra [BL 838], forse per questioni di natura politica. Si ricordi, che in questo periodo, parallelamente ai lavori per lo Stella, Leopardi sondava il terreno per ottenere un segretariato presso l’Accademia delle Belle Arti a Bologna, mentre arrivava da Bunsen la proposta di una cattedra a Roma [BL 751, 756, 757, 760, 761], ovvero impieghi che, in entrambi i casi, avrebbero permesso a Leopardi di affrancarsi dalla dipendenza recanatese.
Circa la lettera inviata dallo Stella a Leopardi, la menzione deve far riferimento alla richiesta fatta all'editore di inoltrare a Bologna quella corrispondenza indirizzata a Milano dopo la sua partenza.
Il Martirio de’ santi padri del Monte Sinai e dell’eremo Raitu composto da Ammonio monaco, pubblicato a Milano per i tipi dello Stella nel 1826 [BL 824; 826]. Si tratta, come l’Inno a Nettuno, di un falso composto da Giacomo Leopardi intorno al 1822.
Per riferimento al Dante rivendicato di Francesco Torti si veda la lettera dello Stella dell'8 ottobre [BL 742].
Come si legge, Leopardi propone allo Stella un progetto su una collezione di operette morali di autori greci; all’interno di questo progetto, che subirà degli aggiustamenti nel tempo, sarebbero entrati a far parte i volgarizzamenti dei Caratteri di Teofrasto, di Isocrate e di Epitteto (la cui traduzione verrà incominciata nel novembre 1825), oltre ai menzionati Platone e Marco Aurelio, questi ultimi poi abbandonati. Dall'iniziale programma di pubblicare le sue traduzioni all'interno di un'unica raccolta, Leopardi opterà per pubblicare in «separate edizioncelle le operette che io voleva riunire in un sol corpo» [BL 833; 878], che avrebbero incluso i volgarizzamenti dei Caratteri di Teofrasto, di Isocrate e di Epitteto. Il disegno editoriale non andrà tuttavia in porto, in quanto lo Stella darà la precedenza ad altri lavori leopardiani, come il commento a Petrarca e, soprattutto, alle Operette Morali. Solo nel febbraio 1826 Leopardi invierà allo Stella il suo volgarizzamento del Manuale di Epitteto, pensando di pubblicarlo insieme alla Comparazione delle sentenze di Bruto e Teofrasto, prosa già apparsa nell’edizione bolognese delle Canzoni del 1824 [cfr. lettera a Stella del 22 Febbraio 1826, BL 849].
- Testimoni
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Visso, Archivio storico municipale, Fondo Leopardiano, Cartella V, Lettere, c. 1rv ; [nel fascicolo: c. 5rv]
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati.Firma autografa, indirizzo su busta, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: La presente lettera fa parte, insieme a altre tredici, di una cartella, parte di uno dei nuclei più ampi, testimoni dello scambio epistolare intrattenuto da Giacomo Leopardi con Antonio Fortunato e Luigi Stella. Come noto, Prospero Viani si occupò di recuperare, chiedendo agli eredi dello Stella, molti degli autografi leopardiani; a causa di problemi economici, tuttavia, nel 1868 Viani fu costretto a rivolgersi a Filippo Mariotti, deputato del Regno d’Italia, per procedere alla vendita vendita di un nucleo di lettere. Lo stesso Mariotti si rivolse a Giovan Battista Gaola Antinori, deputato e sindaco di Visso, il quale, acquistò il fondo che, composto di 14 missive, si trova ancora oggi si trova nella città di Visso.
Il testo si dispone solo sul recto.
Su c. 1r si segnalano due manicule, probabilmente di Stella, che deve essere intervenuto anche in altre zone del testo epistolare; al rigo 27 è presente anche un altro simbolo, simile a una parentesi quadra, realizzato a lapis; non è possibile stabilire con certezza chi l'abbia aggiunto al manoscritto.
Su c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano le tracce del sigillo di chiusura che ha causato uno strappo al momento della sua apertura.
Filigrana: assente [fonte MANUS]
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Visso, Archivio storico municipale, Fondo Leopardiano, Cartella V, Lettere, c. 1rv ; [nel fascicolo: c. 5rv]
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 226, vol. I, pp. 367-368
- Leopardi 1856, lettera n. 226, vol. I, p. 301
- Leopardi 1892a, lettera n. 226, vol. I, pp. 386-387
- Leopardi 1923-1924
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 724, vol. III, pp. 230-231
- Leopardi 1949, lettera n. 368, pp. 577-578
- Leopardi 1998, lettera n. 752, vol. I, pp. 968-969
- Leopardi 2006, lettera n. 375, pp. 566-567
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/752