Leopardi · Lettera n. 728
- Mittente
- Leopardi, Monaldo; Leopardi, Paolina
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 30 agosto 1825
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Milano
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Lode a Dio perchè con sommo contento nostro ieri giunse qui la cara vostra delli 24 a me diretta
- Explicit
- In questa fiera di Sinigaglia ha fatto prendere un abito per me. Addio, Giacomuccio mio. Amami, te ne prego, e vivamente.
- Regesto
-
La l. è redatta a quattro mani da Monaldo e Paolina. In apertura, il conte informa Giacomo circa la ricezione della sua del 24 agosto [BL 724]. Sebbene la prassi epistolare prevedesse abitualmente la formula di riscontro alla lettera cui si rispondeva, tale uso risulta qui ulteriormente motivato dalle difficoltà del servizio postale tra Milano e Recanati, che avevano gravemente compromesso la regolarità della corrispondenza tra il poeta e i familiari.
Monaldo era stato informato dall'amico e cognato Carlo Antici del possibile incarico di Segretario all'Accademia di Belle Arti di Bologna, per il quale il cardinale Della Somaglia aveva interceduto favorevolmente sulla base delle indicazioni fornite da Bunsen. Giacomo aveva tuttavia omesso di comunicare al padre tale opportunità di impiego; il conte auspica almeno che l’incarico possa essere svolto, se non altro per alcuni mesi, anche dalla residenza di Recanati. Seguono quindi alcune notizie relative al conte Alborghetti, il quale aveva indirizzato a Monaldo una lettera particolarmente elogiativa nei confronti del poeta recanatese, nonché un aggiornamento sulle condizioni di salute di Ettore Leopardi. L’ultima comunicazione concerne il futuro matrimonio di Paolina con Andrea Peroli di Urbino, combinato dopo il fallimento delle precedenti trattative con Raniero Roccetti di Tolentino.Paolina aggiunge infine alcune righe alle comunicazioni paterne, manifestando la propria gioia per la prospettiva dell’incarico bolognese. In famiglia era stata letta la copia della lettera inviata da Della Somaglia all’Accademia di Belle Arti, nella quale il cardinale caldeggiava la candidatura di Leopardi alla segreteria. La contessa fa inoltre riferimento alla missiva da lei e da Carlo spedita il 19 agosto [BL 721], nella quale annunciava con fiducia un matrimonio che, in realtà, non avrebbe mai avuto luogo. Dopo aver riportato i saluti della madre, Paolina si congeda rinnovando l’espressione del proprio affetto per Giacomo.
- Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 24 agosto 1825 [BL 724].
1. L'autografo è disperso. BL trae il testo da Leopardi 1878c.
- Edizioni
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- Leopardi 1878c
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 694, vol. III, pp. 197-198 [di Monaldo Leopardi]
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 695, vol. III, p. 198 [di Paolina Leopardi]
- Leopardi 1988b, lettera n. 44, pp. 97-98
- Leopardi 1998, lettera n. 728, vol. I, pp. 935-936
- Leopardi 2018, lettera n. 15, p. 98
- Leopardi 2025, lettera n. 99, pp. 106-107
- Bibliografia
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- Damiani 1988 = Rolando Damiani, La complicità di una comune origine. In margine al carteggio tra Giacomo e Monaldo Leopardi, in «Lettere italiane», XL, 3, 1988, pp. 402-414
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 21 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/728