Leopardi · Lettera n. 724
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Monaldo
- Data
- 24 agosto 1825
- Luogo di partenza
- Milano
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Milano 24 Agosto 1825.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Carissimo Signor Padre. Sono in gran confusione, non avendo mai ricevuto lettere da casa da che sono in Milano.
- Explicit
- Non mi privi dei suoi caratteri, per amor di Dio. Le chieggo la sua benedizione, e mi ripeto
- Regesto
-
Le mancate notizie da casa avevano portato Leopardi a sospettare un qualche disappunto del padre circa la comunicata scelta di voler tornare a Bologna e soggiornarvi per un po'; per questo motivo, egli domanda al padre il perché di questo silenzio. In realtà, Monaldo aveva scritto al figlio, ma la sua l. non era mai arrivata a destinazione. Per assecondare le tendenze filorecanatesi del conte, il poeta sminuisce alcuni aspetti di Milano, come quello del cibo e delle bevande, definiti i «peggiori del mondo». Spera di poter partire per Bologna entro la fine del mese, ma per rendere l'informazione meno dolorosa a Monaldo aggiunge che comunque «nè Milano nè casa d'altri» costituivano dei luoghi adatti a lui. Chiudendo la l. con una nuova richiesta di notizie, il poeta saluta il padre con affetto.
- Note
Segue la l. di Giacomo Leopardi del 26 luglio 1825 [BL 709].
1. Durante il soggiorno a Milano, e nonostante le spese postali, Leopardi aveva scritto al fratello Carlo.
2. L'autografo è attualmente disperso. BL riporta la notizia secondo cui il documento si trova nell'Archivio Piero Bigongiari a Firenze, una notizia attendibile fino alla cessione della collezione del letterato alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia. A seguire, le informazioni riportate da Marozzi circa la storia documentale della missiva: «Paolina cedette [l'autografo] il 7 dicembre 1859 a Marzio Politi; in seguito, ma in circostanze non accertate, la lettera giunse dapprima nelle mani del generale Goffredo Lamponi-Leopardi di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, presso il quale venne segnalata da Francesco Flora, e da ultimo divenne proprietà di Piero Bigongiari, che ne dava notizia in prima persona in un articolo col quale presentava anche altre missive leopardiane. Nel 2007, per volontà di Elena Ajazzi Mancini, vedova del letterato fiorentino, l’archivio familiare venne ceduto alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia, ma non è stato possibile rintracciare tra le carte depositate l’autografo in esame che, secondo la documentazione oggi disponibile presso l’istituto toscano, non faceva parte fin dal principio del lascito Bigongiari» [Marozzi 2023: p. 140].
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 214, vol. I, pp. 352-353
- Leopardi 1856, lettera n. 214, vol. I, pp. 371-372
- Leopardi 1892a, lettera n. 331, vol. II, pp. 16-17
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 331, vol. II, pp. 16-17
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 691, vol. III, pp. 194-195
- Leopardi 1949, lettera n. 351, pp. 557-558
- Leopardi 1988b, lettera n. 43, pp. 96-97
- Leopardi 1997, lettera n. 26, pp. 68-69
- Leopardi 1998, lettera n. 724, vol. I, pp. 931-932
- Leopardi 2006, lettera n. 361, pp. 546-547
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 20 marzo 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/724