Leopardi · Lettera n. 722
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Antici, Carlo Teodoro
- Data
- 20 agosto 1825
- Luogo di partenza
- Milano
- Luogo di arrivo
- Roma
- Note alla data
- Milano 20. Agosto 1825. [BL trae il testo da una copia di mano ignota conservata in casa Leopardi]
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Carissimo Zio. Ricevetti ieri la sua dei 14, nella quale non trovo nulla di amaro, come Ella mi dice.
- Explicit
- Ella mi vorrà favorire dei suoi comandi, col solito affetto mi ripeto
- Regesto
-
Promettendo di mantenere il massimo riserbo sulla richiesta di impiego avanzata da Della Somaglia all'Accademia delle Belle Arti di Bologna per assicurarvi a Leopardi un posto di segretario, il poeta assicura allo zio di non aver trovato «nulla di amaro» nella sua l. del 14 agosto [BL 718]. Racconta ad Antici del suo soggiorno milanese e della condizione di «letterato solitario» alla quale è costretto in una città così «insociale»; da Milano, infatti, promette di andarsene non appena terminati gli impegni presi con l'editore Stella. Leopardi conferma allo zio che i manoscritti di Invernizzi sarebbero stati consegnati al «rispettabile letterato» Francesco Maria Bentivoglio; a questo proposito, Stella aveva già dato disposizioniall'agente romano Paolo Olmi, e aveva ordinato di consegnare a Invernizzi un esemplare dell'edizione delle opere ciceroniane curata da Beck, poiché quella dell'Ernesti non era conclusa [su queste due edizioni cfr. BL 718].
Assicurando allo zio di salutare da parte sua Luigi Alborghetti, il poeta reca i saluti a tutta la famiglia Antici. - Note
Risponde alla l. di Carlo Antici del 14 agosto 1825 [BL 718].
1. BL trae il testo da una copia conservata in casa Leopardi e afferma che «rispetto al testo pubblicato il Piergili 1882, tratto dall'autografo in Casa Antici, e poi in M[oroncini], si riscontrano solo alcune varianti grafiche», riprodotte «come più conservative».
2. Leopardi si sarebbe trattenuto in casa dell'editore Stella per due mesi, fino al 26 settembre di quell'anno.
3. Bentivoglio era «già collega di Mons. Mai nella B. Ambrosiana» come specificherà Leopardi in una l. al cugino Giuseppe Melchiorri del 3 ottobre 1825 [BL 738].
- Edizioni
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- Leopardi 1882, La lezione qui riportata è tratta dall'autografo in casa Antici.
- Leopardi 1892a, lettera n. 330, vol. II, pp. 15-16
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 330, vol. II, pp. 15-16
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 689, vol. III, pp. 193-194. Lezione tratta dall'autografo in casa Antici.
- Leopardi 1949, lettera n. 350, pp. 556-557
- Leopardi 1998, lettera n. 722, vol. I, pp. 929-930
- Leopardi 2006, lettera n. 360, pp. 544-546
- Bibliografia
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- Binni 1994 = Walter Binni, Lezioni leopardiane, a cura di Novella Bellucci con la collaborazione di Marco Dondero, Firenze, La Nuova Italia, 1994, pp. 384-386
- Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 15 dicembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/722