Leopardi · Lettera n. 721
- Mittente
- Leopardi, Carlo Orazio; Leopardi, Paolina
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 19 agosto 1825
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Milano
- Note alla data
- Recanati 19. Ag.° 25
- Lingua
- italiano, francese
- Incipit
- Caro Buccio. Ero in Sinigaglia, dove sono stato otto giorni, quando giunse la tua dei 31 Luglio.
- Explicit
- non dico felice, perchè mi ricordo di ciò che tante volte mi hai detto.
- Regesto
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Carlo, riflettendo sul giudizio che Leopardi ha espresso su Milano [cfr. BL 710], manifesta una profonda empatia nei confronti delle sensazioni del fratello, ritrovandovi esperienze simili a quelle da lui stesso vissute a Senigallia, definita «un mondo [...] ostile», dove è necessario imporsi più con audacia che con magnanimità. Secondo Carlo, tuttavia, risulta più agevole «vivere ritirato in mezzo alla folla» nelle grandi città rispetto ai piccoli centri. Egli si lascia poi andare a una sorta di osservazione antropologica, sostenendo che le persone del Nord siano più inclini a un rapporto ragionato con la vita, mentre verso Sud prevale «il vivere puramente animale».
Paolina, emozionata, comunica che le nozze con Andrea Peroli avranno luogo il 21 novembre di quell’anno, auspicando che, almeno in tale occasione, nulla possa turbare o compromettere il lieto evento. - Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 31 luglio 1825 [BL 710].
1. Lo «stratagemma» messo in atto da Carlo e Paolina per ridurre il costo effettivo delle spese postali è spiegato dalla contessa nella l. del 30 agosto 1825 [BL 728]: « Avevamo preso un espediente per farti pagare il meno possibile il costo della lettera, ed era di metterla dentro un mezzo foglio di carta stampata».
2. Moroncini riporta un estratto della l. di Alborghetti a Monaldo: «L'impresa in cui vorrebbe impegnarlo il tipografo Stella sarebbe di lui degna; ma pare vi si ricusi perché troppo vasta ed estesa, e di un legame del quale giova sempre far senza».
3. Anche il matrimonio con Andrea Peroli di Urbino, alla fine, non andò in porto. Queste le parole di Moroncini a riguardo: «Anche questa volta però, non volendo i Leopardi o meglio non potendo spingersi ai seimila scudi promessi, e non essendo riusciti nel frattempo a risolvere il problema con l'ammogliare vantaggiosamente Carlo, menarono il Peroli da carnevale a Pasqua, finché il poveretto dové stancarsi: e l'affare sfumò per sempre».
- Testimoni
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
Originale, manoscritto autografo.
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 686, vol. III, pp. 189-191 [di Carlo Leopardi]
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 687, vol. III, pp. 191-192 [di Paolina Leopardi]
- Leopardi 1998, lettera n. 721, vol. I, pp. 927-929
- Leopardi 2018, lettera n. 14, pp. 96-97
- Leopardi 2025, lettera n. 96, pp. 103-104
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 20 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/721