Leopardi · Lettera n. 720

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Papadopoli, Antonio
Data
19 agosto 1825
Luogo di partenza
Milano
Luogo di arrivo
Bologna
Note alla data
Milano 19 Agosto 1825
Lingua
italiano
Incipit
Conte mio pregiatissimo. Ho ricevuto la cara sua degli 8; e la ringrazierei
Explicit
e quanto all'opera mia, Ella avrà caro, se non altro, il buon volere.
Regesto

Ricevuta la lettera dell’8 da parte del Papadopoli, Giacomo rassicura l’amico di aver spiegato allo Stella di non volere occuparsi della direzione dell'opera ciceroniana, tanto da prevedere il rientro a Bologna entro il mese a seguire, non appena terminati gli ultimi impegni che ancora lo trattenevano a Milano. Leopardi si mostra però impaziente di ritornare, allontanandosi da una città deserta, dove la maggior parte degli uomini di cui apprezzava la compagnia (Monti, Zajotti, Compagnoni) si erano ritirati in campagna.

Note

La lettera risponde a quella inviata dal Papadopoli l’8 agosto 1825 [BL 717].
Nella lettera è citato un passo da Petrarca, RVF, LIII, 89: «fammisi perdonar molt'altre offese».
Leopardi illustra, in maniera più schietta, le sue intenzioni di abbandonare Milano e l’impresa ciceroniana dello Stella nella lettera a Carlo Antici del 20 agosto 1825 [BL 722]; come testimoniano poi i carteggi a venire, Leopardi continuerà a seguire il progetto di questa edizione ciceroniana bilingue, scrivendone il manifesto e continuando a correggere le bozze, lavoro spesso ostacolato dai ritardi del servizio postale.
L’impazienza di un ritorno a Bologna da parte di Leopardi si lega all’amicizia con Papadopoli, come risulta chiaro da una lettera al fratello Carlo del 7 settembre 1825: «Io desidero però molto di partir di qua, perchè mi ci secco, e da Bologna ho lettere pressanti di un Signore veneziano giovanetto ricchissimo e studiosissimo, che par che metta dell’ambizione in avermi seco, e in dire che egli mi ha fatto tornare e restare in Bologna» [in BL 730].

Testimoni
  • Venezia, Archivio privato Arrivabene Valenti Gonzaga, Lettere di Giacomo Leopardi, 2, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 241 x 189.
    Lettera firmata, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Le 16 lettere inviate da Leopardi al Papadopoli confluirono inizialmente nell’archivio privato Papadopoli-Aldobrandini, fonte cui attinse Prospero Viani. In seguito al matrimonio dell’erede della famiglia, le carte vennero annesse alla collezione Arrivabene Valenti Gonzaga. Alcuni degli autografi entrarono, per dinamiche ancora oggi ignote, nel mercato antiquario.

    Il testo si dispone nella c. 1r-v; bianca la c. 2r.
    Su c. 2v si legge l'indirizzo di spedizioni; sulla stessa carta, si segnala la presenza dei timbri postali e di tracce del sigillo arancione, il quale ha causato un piccolo strappo nel lato sinistro al centro all'atto dell’apertura della lettera.
    Filigrana: c. 1: sigla D.I.C.; c. 2: angelo con cartiglio A.S.ILARIO. [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/720