Leopardi · Lettera n. 713

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Bunsen, Christian Karl Josias : von
Data
3 agosto 1825
Luogo di partenza
Milano
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Milano 3 Agosto 1825 [segue la firma]
Lingua
italiano
Incipit
Pregiatiss. Sig. Cavaliere. Non entrerò a ringraziarla della tanta cura da Lei presa di porre sotto gli occhi
Explicit
e ricordandole di nuovo la mia indelebile gratitudine, con perfetta stima ho l'onore di ripetermi
Regesto

Ringraziato il Bunsen per il suo sempre vivo interesse nel riuscire a trovargli un impiego a Roma, Leopardi illustra il suo progetto di giovare agli uomini attraverso la «bella e classica letteratura», congiunta alla «vera e sana filosofia», convinto ormai che la ragione sia uno strumento di distruzione più che di edificazione. A questo proposito, Leopardi ha in mente di dedicarsi alla traduzione e al commento di Platone, «il più gran propugnatore dei fondamenti della morale religiosa» dell'antichità e «principe dell'eloquenza filosofica». La lettera prosegue poi con un accenno al suo lavoro milanese con lo Stella, con il quale sta curando l'edizione delle opere di Cicerone, e alle «altre imprese letterarie» che lo vedrebbero impegnato a Firenze.

Note

La lettera segue la leopardiana del 31 luglio 1824 [BL 634].
La presente missiva è la «lettera ostensibile» che Carlo Antici aveva consigliato al nipote di indirizzare al Bunsen, sottolineando il tono e i temi da trattare, al fine di potersi vedere realizzato, finalmente, il tentativo di trovare un impiego a Roma [BL 704]; si noti inoltre che Leopardi segue puntualmente le esortazioni dello zio, compreso lo «scrivere a Bunsen come se rispondeste a una sua lettera», in realtà mai indirizzata. Bunsen avrebbe poi consegnato questa missiva, accompagnandola da un biglietto di presentazione, al Segretario di Stato del pontefice, Giulio Maria Cavazzi Della Somaglia.
Leopardi, intanto, aveva lasciato Recanati, per trasferirsi a Milano, impegnato con lo Stella nell'edizione delle opere di Cicerone. Come si legge nella risposta alla lettera dello zio del luglio [BL 704], inviata lo stesso 3 agosto [BL 712], Leopardi, pur riconoscente, riteneva più confacente di Roma, dove si sarebbe trasferito malvolentieri, Bologna, dove stava per rimanere vacante il posto di Segretario presso l'Accademia delle Belle Arti. Sarà proprio questo l'impiego che lo stesso Bunsen proporrà al Segretario di Stato, suggerendo, in tal caso, anche la possibilità di una remunerazione maggiore. Sempre seguendo le indicazioni dello zio, Leopardi illustra il progetto di traduzione e commento delle opere di Platone, letto nel 1823, sottolineando il carattere morale dell'impegno, volto a giovare alla società, dove si combina la «bella e classica letteratura» con la «vera e sana filosofia». Un lavoro che, agli occhi dello stesso zio, poneva un'opportuna distanza dalle pur «vaghissime Canzoni» del 1824, che anche a detta del Bunsen erano così «a contro senso dei principi del governo» da sorprendere che fossero approdate alla stampa. Si noti anche che in questa missiva, essendo appunto ostensibile, Leopardi si dice disposto ad accondiscendere a qualsiasi proposta che verrà da parte del Segretario di Stato. Non è chiaro, invece, quali «imprese letterarie» lo attendano a Firenze.

Testimoni
  • Città del Vaticano, Archivio Apostolico Vaticano, Segreteria di Stato, Interni, busta 586, anno 1825, rubr. 46, fasc. 1, Lettera 1, cc. 1r-2v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 245 x 190.
    Firma autografa.

    Note: In seguito all'invio, la lettera rimase nell'Archivio della Santa Sede, presso la quale Bunsen rappresenta la Prussia dal 1823 al 1838.

    Il testo si dispone in entrambe le carte; su cc. 1r e 2r sono presenti i timbri dell'Archivio Apostolico Vaticano.
    Presenti i segni di piegatura; assenti invece indirizzo e timbri postali, probabilmente per perdita di una sovracarta o della busta in cui la lettera era contenuta.
    Filigrana: angelo con cartiglio «A. S. ILARIO» [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 20 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/713