Leopardi · Lettera n. 704

Mittente
Antici, Carlo Teodoro
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
21 luglio 1825
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Milano
Note alla data
Roma li 21 lug: 1825
Lingua
italiano
Incipit
Nepote Carissimo. Prestate la più attenta ponderazione a quanto sono per scrivervi,
Explicit
Ricordatevi che vi parla chi ha più esperienza di voi, e che di cuore si ripete
Regesto

Ad orientare Leopardi nella lettura della l. è un avvertimento a prestare la massima attenzione a quelle righe che riassumevano ciò da cui sarebbe dipeso «il destino» della sua vita. Carlo Antici, infatti, grazie a un dispaccio di Giulio Maria della Somaglia, Segretario di Stato, era venuto a conoscenza della volontà delle autorità pontificie di proporre a Leopardi un qualche impiego adeguato al grado nobiliare e alla cultura. Il vincolo era quello di progettare qualche opera di «pubblica utilità» che favorisse la dottrina religiosa (cfr. infra, nota 1). Antici suggerisce così al nipote di scrivere una l. ostensibile a Bunsen, il quale l'avrebbe poi girata al Segretario di Stato; accanto a tale suggerimento, per massimizzare l'effetto persuasivo, il marchese avanza a Leopardi una proposta di testo e le indicazioni di scrivere «in bella carta e con carattere quanto più grande e leggibile» possibile. Fra le premure rivolte al poeta, inoltre, vi è la notizia dei manoscritti di monsignor Invernizzi, recanti un lavoro di collazione di alcuni codici di Cicerone; Invernizzi, dopo essersi dedicato alla pubblicazione di Aristofane e a una serie di scritti di antiquaria e storia del diritto, offriva, in cambio di una edizione recente e aggiornata delle opere ciceroniane, quella curata da Jacob Gronow in suo possesso. In chiusura, il marchese specifica che della Somaglia era all'oscuro del volume delle Canzoni leopardiane e che anche Bunsen si diceva incerto tra stupore e ammirazione per il fatto che ne fosse stata permessa la stampa: per questo motivo, chiude la l. un ammonimento a ridimensionare il senso di «quei poetici capricci».

Note

Segue la l. di Carlo Antici del 30 giugno 1825 [BL 701].

1. BL riporta il testo del biglietto del cardinale Giulio Maria della Somaglia, il cui originale apografo è conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli: «Dalle Stanze del Vaticano li 16. Luglio 1825.
Nel renderle il Fascicolo dell'Antologia di Firenze, che V. S. Illm̃a mi ha gentilmente favorito, Le confermo quanto in voce le esternai riguardo al Sig. Conte Giacomo Leopardi, al quale procurerò in ogni modo di rendermi utile, sicuro, se il mio pensiere ha luogo, di beneficiare in lui la patria letteratura.
Per quanto ho pensato alla maniera di riuscirvim trovo che la più nobile sarebbe quella di porlo nell'impiego di fare qualche opera, che mentre provvedesse alla sua gloria nell'età futura, riuscisse una pubblica utilità. Potrei allora far sentire al S. Padre la necessità di fornirgliene i mezzi nella ristrettezza attuale di quelli, che la Provvidenza ha posti finora a sua disposizione. Che se l'opera avesse una stressa relazione colla Religione, si renderebbe tanto più facile l'esecuzione del mio disegno.
Potrebbe intanto presentargli la occasione di situarlo decorosamente, ed in corrispondenza della sua nascita, e de' suoi talenti.
Ella, che ha qualche sorte di familiarità con Lui potrà fargli sentire questo mio suggerimento, e se Egli lo giusterà, farà bene, se mi farà per di Lei mezzo consoscere la scelta dell'Argomento, su cui si proporrà di esercitare il suo raro ingegno, e le molte cognizioni, delle quali in età ancor sì fresca ha saputo fare un tesoro.
Rinnuovo intanto a V. S. Illm̃a i sentimenti della mia distinta stima
G. M. Card, della Somaglia».
BL indica che la firma è autografa e trascrive l'indirizzo del documento: «Sig. Cav. Bunsen Incaricato di Affari di S.M. il Rè di Prussia».

2. Il «fascicolo dell'antologia» citato da Antici era uscito a dicembre, e recava una breve recensione siglata con l'iniziale «M.» che la critica ha attribuito a Giuseppe Montani.

3. L'opera ciceroniana commentata da Jacob Gronow è la seguente: M. Tullii Ciceronis Opera quae extant omnia, ex manuscriptis codicibus emendata studio atque industria Jani Gulielmii et Jani Gruteri, additis eorum notis integris, nunc denuo recognita ab Jacopo Grenovio [...] etiam orationibus illustratis accessione Asconii Pediani et doctissimi veteris scholiastae [...], apud van der Aa, Lugduni Batavorum 1692, 2 voll.

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.24, c. doc.24

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, cc. 1r-4v.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, segni di piegatura, correzioni, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di due bifogli.
    Il testo della l. si dispone sulle cc. 1r-4r, lasciando quest'ultima per buona parte bianca.
    Tra gli interventi a testo, si segnalano la cassatura di un sintagma non comprensibile a c. 2v, e la sottolineatura del sintagma «di tutte» sulla stessa c.
    A c. 4v è presente l'indirizzo, sotto il quale si dispone l'indicazione, anch'essa autografa, che segue: «Deve rimborsarsi | della spesa postale | chi favorisce ricapitarla».
    È presente il segno del sigillo, che, all'atto dell'apertura, ha provocato una lacerazione al margine della carta.

Edizioni
Bibliografia
  • Binni 1994 = Walter Binni, Lezioni leopardiane, a cura di Novella Bellucci con la collaborazione di Marco Dondero, Firenze, La Nuova Italia, 1994, pp. 384-386
  • Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/704