Leopardi · Lettera n. 701

Mittente
Antici, Carlo Teodoro
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
30 giugno 1825
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Roma li 30 giugno 1825
Lingua
italiano, latino
Incipit
Nepote carissimo. Voi avevate fretta del passaporto per Milano, ed io non posso spedirvelo che col corriere di oggi.
Explicit
Dipende da voi di riunire queste due qualità. Ve ne porge gli augurj
Regesto

Antici procura al nipote il passaporto desiderato, specificando di non aver potuto assecondare la sua richiesta di portare un domestico. Porge a Leopardi gli auguri di un buon viaggio, suggerendogli di frequentare studiosi che seguono le dottrine filosofiche e conservatrici di pensatori come Bossuet, Fénelon, Lamennais e Bonald. Lo ammonisce a stare lontano dalle idee rivoluzionarie e riformiste che stavano prendendo piede in quei tempi.
Su sollecitazione del nipote, lo zio acclude la l. per un papabile contatto milanese, il conte Luigi Alborghetti. La scelta è ricaduta su quest'ultimo poiché «ha domicilio [in Milano] da 17 anni» e «come Console Pontificio, ha benanche un certo carattere con cui prestarsi officialmente ai bisogno dei sudditi del Papa». Antici sprona però Leopardi a rivedere i suoi atteggiamenti taciturni, e a ad assumere, con l'Alborghetti e le altre personalità, una impostazione più propositiva a stringere relazioni utili. La l. si chiude con l'ammonimento a concentrare i propri studi su testi quali la Bibbia o il De imitatione Christi di Tommaso da Kempis, per "formare" la propria e l'altrui felicità.

Note

Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 18 giugno 1825 [BL 698].
Come riporta Moroncini, «Il passaporto, emesso in Roma il 27 giugno, ebbe infatti il visto dell'I.R. Ambasciata d'Austria con la data di questa lettera». BL informa che il passaporto è conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli assieme ai passaporti successivi.
Che l'acclusa sia indirizzata a Luigi Alborghetti si intende dalla responsiva di Leopardi del 3 agosto [BL 712], ove si legge: «Non potei ringrarla nè del passaporto procuratomi costì, nè della sua graziosa e amorosa lettera, nè della commendatizia per Alborghetti».
Una nota di Moroncini in coda alla l. precisa che Antici, il 17 luglio di quell'anno, scriveva a Monaldo quanto segue: «Desidero di cuore che il viaggio di Giacomo sia a lui ed a voi il giovamento. Milano è paese per la gioventù meno pericoloso di tanti altri, perchè una severa polizia sorveglia i liberali».

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.23, c. doc.23

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    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, c. 1r-v.
    Lettera firmata, firma autografa, segni di piegatura.

    Note: Il testimone consta di una carta che presenta una piegatura al mezzo.
    Il testo si dispone interamente su 1r-v.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.

Edizioni
Bibliografia
  • Binni 1994 = Walter Binni, Lezioni leopardiane, a cura di Novella Bellucci con la collaborazione di Marco Dondero, Firenze, La Nuova Italia, 1994, pp. 384-386
  • Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 15 dicembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/701