Leopardi · Lettera n. 693
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Stella, Antonio Fortunato
- Data
- 18 maggio 1825
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Milano
- Note alla data
- Recanati 18 Maggio 1825
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio gentilissimo Signore ed Amico. La sua carissima dei 30 aprile mi è una nuova prova
- Explicit
- Ella segua ad amarmi e mi comandi come al suo vero servitore ed amico
- Regesto
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Leopardi si dice pronto a raggiungere Milano se dipendesse dalla sua sola volontà e non si vedesse sprovvisto del supporto economico necessario. Come richiesto, lascia dei commenti sull'edizione torinese per i Classici, considerando di gran lunga migliore il lavoro di Gasparo Garatoni, apprezzato oltralpe, tanto da consigliare lo Stella a seguire la sua edizione, e accetta poi, sebbene con qualche remora, una prova di traduzione di un'orazione di Cicerone, per proseguire, in caso che il lavoro si mostrasse soddisfacente, con altri testi. Passa poi a commentare il saggio accluso dallo Stella nel precedente scambio, di mano di Tommaseo. Leopardi si mostra critico sull'impostazione dell'edizione e delle note ed esprime il suo parere in un elenco accurato in sette punti, dove la discussione verte 1. sulla necessità di scegliere un'edizione di riferimento affidabile - preferibili le edizioni parziali che le complete - e di seguirla in maniera pedissequa, senza modificare il testo, compromettendo l'operazione filologica; 2. sulla necessità di paragrafare ex novo il testo, pur segnalando l'antica paragrafatura; 3. sul porre l'analisi del testo in coda e non all'inizio; 4. sulla scelta accurata delle edizioni da cui trarre le note in latino, garanti di un apprezzamento dell'impresa anche oltralpe; 5. sul parere, tutto di Leopardi, di inserire le noti inerenti a storia e grammatica in italiano; 6. sul fare due prefazioni, una in latino e l'altra in italiano; 7. seguire l'ortografia secondo i dettami di Cellario e Forcellini, guardando a riguardo anche alcune osservazioni pubblicate da Niebuhr, in coda all'edizione del De Republica del Mai.
- Note
La lettera risponde a quella dello Stella del 30 aprile 1825 [BL 687].
L'edizione parigina di Cicerone che Leopardi sconsiglia di adottare come testo di riferimento è quella delle Opere complete curata da Joseph-Victor Le Clerc, apparsa in tre volumi tra il 1821 e il 1825; al contrario, esorta a impiegare per l'apparato di note latine pubblicato a Parigi dal Buherius apparso in M. Tulii Ciceronis Opera, cum delectu commentariorum (1740-1742).
Sulla questione ortografica, come si legge, Leopardi oltre che suggerire i riferimenti a Cellario e a Forcellini, consiglia di guardare al Conspectus ortographiae codicis Vaticani del Niebuhr, apparsi nell'edizione del De republica del Mai [BL 457].
- Testimoni
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Visso, Archivio storico municipale, Fondo Leopardiano, Cartella V, Lettere, cc. 1r-2v [lettera]; [nel fascicolo: cc. 3r-4v]
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati, mm 290 x 213.Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: La presente lettera fa parte, insieme a altre tredici, di una cartella, parte di uno dei nuclei più ampi, testimoni dello scambio epistolare intrattenuto da Giacomo Leopardi con Antonio Fortunato e Luigi Stella. Come noto, Prospero Viani si occupò di recuperare, chiedendo agli eredi dello Stella, molti degli autografi leopardiani; a causa di problemi economici, tuttavia, nel 1868 Viani fu costretto a rivolgersi a Filippo Mariotti, deputato del Regno d’Italia, per procedere alla vendita vendita di un nucleo di lettere. Lo stesso Mariotti si rivolse a Giovan Battista Gaola Antinori, deputato e sindaco di Visso, il quale, acquistò il fondo che, composto di 14 missive, si trova ancora oggi si trova nella città di Visso.
Il testo si dispone su cc. 1r-2r; si rileva un cambio di inchiostro a metà di c. 1r.
Su c. 2v si legge l'indirizzo e si rilevano tracce dei timbri postali e del sigillo, la cui apertura ha causato uno strappo.
Filigrana (c. 1rv): stemma con bande verticali (RIPANTI IESI) [fonte MANUS].
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Visso, Archivio storico municipale, Fondo Leopardiano, Cartella V, Lettere, cc. 1r-2v [lettera]; [nel fascicolo: cc. 3r-4v]
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 205, vol. I, pp. 337-342
- Leopardi 1856, lettera n. 205, vol. I, pp. 277-281
- Leopardi 1892a, lettera n. 205, vol. I, pp. 355-361
- Leopardi 1923-1924
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 659, vol. III, pp. 151-156
- Leopardi 1949, lettera n. 333, pp. 529-534
- Leopardi 1998, lettera n. 693, vol. I, pp. 887-891
- Leopardi 2006, lettera n. 343, pp. 518-524
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 19 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/693