Leopardi · Lettera n. 673

Mittente
Melchiorri, Giuseppe
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
27 febbraio 1825
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Roma 27. Febrajo 1825
Lingua
italiano, latino
Incipit
Caro il mio Giacomo. Sono grato oltremodo alle tue cortesi e dolcissime espressioni.
Explicit
Saluta Carlo, e ringrazialo della premura che si prende per me. Dagli le mie nuove. Addio addio.
Regesto

Ristabilitosi dall'infezione urinaria che lo aveva costretto a letto per qualche tempo, Melchiorri scrive a Leopardi una lunga lettera, nella quale, in prima battuta, ricopia il brano in cui Giordani definiva il recanatese come il «perfetto scrittore italiano», in un articolo apparso nell'«Antologia» nel primo fascicolo del gennaio 1825. Al giudizio giordaniano, Peppino unisce le lodi di alcuni letterati romani che desideravano la presenza del poeta nella capitale. Il marchese riporta, poi, alcune notizie relative al monastero di Farfa, utili a Giacomo per l'ambientazione del ritrovamento fittizio del manoscritto usato per il volgarizzamento del Martirio de' Santi Padri. Melchiorri insiste nella ricerca di una edizione recente dei Caratteri di Teofrasto da spedire al cugino per il progetto di volgarizzamento dell'opera che De Romanis aveva accettato di pubblicare. Riferisce di avere intrapreso il lavoro di edizione delle lettere a Pirro Ligorio di Sebastiano Erizzo, che il marchese avrebbe inteso di pubblicare nelle «Memorie Romane di Antichità ed Arti». A questo ptoposito, domanda a Leopardi un giudizio sull'Erizzo, il cui stile era ravvisabile nell'opera Le sei giornate, inserita nella raccolta dei Classici Italiani. Con un accenno finale alla salute ristabilita, Melchiorri congeda Leopardi.

Note

Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 19 febbraio 1825 [BL 671].
1. La lettera a Capponi cui si fa cenno è la lettera di Giordani a Gino Capponi sulla Scelta di prosatori italiani, uscita nell'«Antologia» nel gennaio 1825.

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.191, c. doc.191

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, cc. 1r-2v.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, correzioni, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifolio.
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-2v.
    A testo è presente una cassatura a c. 1v.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio (illegibile) e di ricezione, leggibile malgrado l'inchiostro consumato: MACERATA | 1 MARZ.
    Il sigillo ha provocato, all'atto dell'apertura, una lacerazione al margine destro della carta.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 17 giugno 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/673