Leopardi · Lettera n. 665

Mittente
Melchiorri, Giuseppe
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
20 gennaio 1825
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Roma 20. Genn.o 1825.
Lingua
italiano, latino
Incipit
Caro Giacomo. Appena ricevuta la tua carissima dei 15 corrente mi affretto a risponderti.
Explicit
Ora che sono per chiudere la lettera torna il mio servitore, con il denaro di Antici. Or ora vado da de Romanis, e se lo trovo, oggi stesso ti mando la ricevuta. Addio.
Regesto

Melchiorri risponde con sollecitudine alla lettera ricevuta da Leopardi il 15 gennaio, minimizzando il proprio gesto di aver affrancato le stampe per il cugino, e lamentando la propria scarsa influenza e l’impossibilità di aiutare concretamente Giacomo a trasferirsi a Roma. Riconosce che sarebbe un gesto nobile, e assicura di pensarci, pur scoraggiato dalla penuria di opportunità per i letterati nella capitale.
Si compiace che Leopardi abbia apprezzato la legatura delle Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio, e lo rassicura che le copie che gli invierà saranno a sue spese.
Confessa al cugino le ragioni della riconciliazione con Visconti, precisando però che si tratta di un rapporto puramente formale e privo di confidenza, dovuto anche alla consapevolezza che Visconti non può più danneggiarlo. Aggiunge di aver collaborato al volume delle «Memorie» nonostante vi fosse coinvolto Visconti volendo approfittare dell’opportunità editoriale. Riferisce che l'opera prosegue con lentezza a causa della malattia di Luigi Cardinali, che doveva completare una sezione del volume, ma che la terza distribuzione è imminente e verrà subito inviata a Leopardi. L’impresa, tuttavia, non ha grande successo, con solo un centinaio di sottoscrittori, in gran parte esterni a Roma. Resta comunque ferma l’intenzione di completare il primo volume, e solo in seguito promuovere l’opera con maggiore impegno.
Melchiorri informa poi di aver ricevuto un biglietto del Cav. Antici, disposto a versare 12,50 scudi per conto di Leopardi, e promette di inviare la ricevuta di de Romanis a breve. Quanto al Teofrasto, Melchiorri presume che Leopardi abbia già ricevuto l’assenso di de Romanis, e che presto avrà tra le mani l’edizione più recente.
In un poscritto, Melchiorri aggiunge di avere appena ricevuto il denaro da Antici, e si appresta a recarsi da de Romanis per ottenere la ricevuta e spedirla in giornata.

Note

Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 15 gennaio 1825 [BL 662].

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.188, c. doc.188

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, cc. 1r-2v.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifolio.
    Il testo si dispone sulla c. 1r-v.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA], e di ricezione, di cui è possibile leggere la sola data per via dell'inchiostro consumato: 22 GEN.O.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/665