Leopardi · Lettera n. 661

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Antici, Carlo Teodoro
Data
15 gennaio 1825
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Recanati 15 gennaio 1825
Lingua
italiano, latino
Incipit
Carissimo Signor Zio. Debbo fare avere al mio cugino Melchiorri scudi 12.50,
Explicit
Ella non si dimentichi del suo tenero, devoto, affettuoso, ed eternamente grato nipote.
Regesto

Lo scopo principale per cui viene redatta la l. giace nella richiesta allo zio di anticipare per lui dei soldi. Per cortesia, Leopardi aggiunge un altro paio di informazioni: fa sapere ad Antici che era uscito l'ultimo volume delle opere di Giordani, e lo aggiorna sullo stato di alcuni lavori che lo stanno tenendo impegnato. Già in passato Carlo Antici aveva spronato Giacomo a cimentarsi nell'opera di traduzione; per questo motivo, nella presente l. Leopardi informa lo zio che, per ingannare «il tempo e la noia» dell'inverno recanatese, andava traducendo gli Avvertimenti morali a Demonico di Isocrate e altre due orazioni, il Discorso del Principato e il Nicocle. Il dolore allo stomaco di quei giorni, però, stava rallentando il lavoro.

Note

I soldi che Antici avrebbe dovuto anticipare servivano per la stampa dell'Eusebio presso l'editore De Romanis.
La prosa giordaniana cui accenna Leopardi è la Prefazione a una raccolta poetica di congratulazione a Monsignor Lodovico Loschi assunto al Pontificato di Piacenza.
Per non mostrarsi scortese, il poeta accompagna alla richiesta di denaro l'interesse per la nuova opera tradotta dallo zio: le Omilie di monsignor Giovanni Michele Salier (Salvucci, Roma 1825). In una l. di Monaldo Leopardi a Carlo Antici del 9 luglio 1825, il conte recanatese si complimenta con l'amico per la traduzione delle «Omelie di m», riferendosi all'opera in questione.

Testimoni
  • Cambridge (USA), Houghton Library, Autograph file, L, 1641-1976, Leopardi Giacomo, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 286 x 203.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Inviata a Carlo Antici, la lettera venne ceduta dal figlio del marchese, Vincenzo Antici Mattei, a Clementina Mongardi Carnevali, la quale a sua volta dovette donarla, cono ogni probabilità, al collezionista emiliano Luigi Azzolini. In seguito, l'autografo passò nelle mani di Federico Gentili di Giuseppe e il 17 gennaio 1951 venne ceduto dalla figlia di quest'ultimo, Adriana Raphael Salem, alla Houghton Library.
    A c. 1r, nell'angolo sinistro in alto, è presente la dedica di Vincenzo Antici Mattei a Clementina Carnevali: «Alla Sig:a Clementina Carnevali | che da vicino seppe ammirare | i talenti del mio dotto Cugino | offro quest’autografo in | attestato di profonda stima. | 20. Genn.o 1851 = M.se Vinz̃o: Antici-Mattei».
    Il testo si dispone sulla sola c. 1r; bianche le cc. 1v-2r.
    A c. 2v si legge l'indirizzo di spedizione.
    È presente la traccia del sigillo arancione di chiusura, che ha creato un foro al centro del lato sinistro all'atto dell'apertura. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 15 dicembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/661