Leopardi · Lettera n. 62
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Stella, Antonio Fortunato
- Data
- 12 maggio 1817
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Milano
- Note alla data
- Recanati 12 Maggio 1817.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Stimatissimo Signore. Col mezzo delle pratiche fatte da lei e da me
- Explicit
- e le mie proteste particolari di stima e cordiale amicizia, e mi creda sempre devotissimo obbligatissimo servitore ed amico
- Regesto
-
Leopardi ha finalmente ricevuto la spedizione n. 8, contenente la traduzione di Callimaco di Bernardo Bellini, aggiornandolo degli altri arrivi e di nuove richieste da parte del fratello. Alla lettera acclude poi l'errata dell'Inno a Nettuno, apparso nel maggio nello «Spettatore» , sottolineando gli errori e pregando l'editore di far sottoporre il testo a un correttore specializzato, che aveva familiarità con il greco, in caso fosse intenzionato a pubblicarne un estratto separato, come preannunciato dallo stesso Stella in una sua del 9 aprile [BL 50 e 54]. Leopardi allega poi alla lettera anche i Cinque sonetti satirici sull'andare dei Mattaccini del Caro (per cui, si veda l'L'Indice del 1816), ovvero i Sonetti in persona di Ser Percora Beccaio.
- Note
La lettera risponde a quella dello Stella del 19 aprile 1817 [BL 59].
Per la spedizione n. 8, cfr. [BL 24; 26; 30; 32; 35; 39].
Il volume di James Cook appariva già nella fattura dello Stella, inviatagli con la corrispondenza del 7 maggio 1817 [BL 61].
Leopardi aveva richiesto allo Stella di inviare a Pietro Giordani il manoscritto del'Appressamento della morte, in dodicesimo, nel marzo 1817 [BL 50]. La conferma giordaniana arriverà di lì a poco, in una sua del 15 aprile [B56] e in una successiva dello Stella [BL 59].
Leopardi aveva richiesto allo Stella se fosse opportuno pubblicare l'Inno a Nettuno in un fascicolo a parte [BL 50]; a questa richiesta di Leopardi, in realtà, lo Stella aveva già risposto nel suo biglietto del 9 aprile, assecondando anche la richiesta di donazione di 40 copie [BL 54 e 55]. Ancora nella lettera al Giordani del 30 maggio 1817, Leopardi lamenterà gli errori dell’edizione stelliana: «né io avrei dati il mio manoscritto allo Stella perché me lo crocifiggesse far quelle tante schifezze del suo giornale, se egli non mi avesse promesso a chiare note di farne fare al tempo stesso un’altar edizione da parte, la quale poi si risolverà in un nonnulla» [BL 66].
I Sonetti in persona di ser Pecora beccaio sono composti da Leopardi, seguendo lo schema cariano, in difesa di Giordani e di Monti, entrambi in polemica con il Bibliotecario della Barberiniana, Gugliemo Manzi - appellato nei versi col soprannome di 'il manzo'. Non saranno pubblicati dallo Stella, ma appariranno solo nel 1826 nella raccolta dei Versi [cfr. Marti 1998].
- Testimoni
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Roma, Biblioteca nazionale centrale, Autografi, A.16.17, c. 1rv
Originale, manoscritto di altra mano.Fogli sciolti, mm 245 x 190.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura.
Note: Inviata ad Antonio Fortunato Stella, la lettera venne poi venduta dagli Stella al loro ex collaboratore Giovanni Resnati, il quale, intorno al 1845, fornì una copia dell’esemplare a Prospero Viani, in vista dell’edizione dell’Epistolario leopardiano. Rimasto nelle mani di Resnati, l'originale finì presso il libraio Menozzi, dal quale la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma lo acquistò nel 1883.
Il testo si dispone sul solo recto ed è trascritto, fatta eccezione per la firma, dalla mano di Carlo.
Sulla c.1r Stella disegna una manicula, segna numeri e appunta delle note, riferite al testo leopardiano e utili a comporne la risposta («Sarà fatto»; «Si | procurerà | d’inserirli; | ma | nol prometto. | Nello Spett. | 77 | troverà | la | Tita [cassato] | Titanomachia d’ [cassato] di Esiodo, di | cui ci ha favoriti.»).
Nella c. 1v si legge l’indirizzo, sempre di mano di Carlo. Nell’angolo destro in alto sono presenti le tre annotazioni di Stella richiamate al recto: «(1) Va assai bene ch’egli più non | ne parli.» (relativo al “Bellini”); «(2) Non sarà così facile l’ | averlo; massimamente perché qui | non ne sarà permessa l’ | introduzione. | Il prof. Giordani nulla mi ha ricercato | ancora. Mi ha consegnato bensì | un pacchetto che gli trasmetterò | a prima occasione» (relativa al manoscritto dell'Appressamento della morte che Giordani avrebbe dovuto riprendere); «(3) La correzione fu affidata | a quello stesso correttore a cui | fu affidato l’Omero di Bodoni. | Si emenderà nella 2.a ed.[izion]e» (relativo all’Inno a Nettuno). Anche nell’angolo destro in basso è presente una annotazione: «St.»
Filigrana: assente [fonte Manus]
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Roma, Biblioteca nazionale centrale, Autografi, A.16.17, c. 1rv
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 4, vol. I, pp. 6-8 [in nota]
- Leopardi 1878a, lettera n. 2, vol. I, pp. 3-5
- Leopardi 1885
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 50, vol. I, pp. 90-91
- Leopardi 1949, lettera n. 33, pp. 66-68
- Leopardi 1998, lettera n. 62, vol. I, pp. 99-101
- Leopardi 2006, lettera n. 37, pp. 69-71
- Bibliografia
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- Landi 1987 = Patrizia Landi, L’editore milanese Antonio Fortunato Stella e i primi rapporti con casa Leopardi, in «Otto/Novecento», XI, 1987, pp. 5-32
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 19 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/62