Leopardi · Lettera n. 604
- Mittente
- Antici, Carlo Teodoro
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 31 dicembre 1823
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Roma 31 Xbre 1823
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Nepote. Vi scrissi coll'ultima mia, che credevo inutile qualunque tentativo per ottenervi una Cancelleria del Censo,
- Explicit
- Il venerando Mons.r Strambi è agli estremi per un colpo apopletico. Il Santo Padre ha molto migliorato.
- Regesto
-
Carlo Antici aggiorna Giacomo Leopardi sulle sue iniziative per ottenere per lui un posto di Cancelliere del Censo. Dopo aver inizialmente giudicato inutile ogni tentativo, ha deciso di consegnare la lettera di Leopardi all’Incaricato di Prussia durante un incontro all’ambasciata francese.
Riporta che l’Incaricato gli ha confermato l’impegno preso dal Barone di Niebuhr con il Segretario di Stato per l’assegnazione del posto, ma aggiunge che l’Incaricato non si considera competente a intercedere direttamente presso il Papa per la Cancelleria di Loreto. Tuttavia, è disposto a intervenire presso il Segretario di Stato. Per agevolare la procedura, Antici ha fornito un Pro-Memoria, di cui allega una copia a Leopardi.
Antici esprime il desiderio che i suoi sforzi possano avere successo e invita Leopardi a non ringraziarlo, per non accentuare il suo senso di impotenza. Lo esorta invece a riconoscere la fortuna di cui già gode, purché non si lasci ingannare dalla fantasia e sappia valorizzare i doni ricevuti da Dio.
La lettera si chiude con saluti alla famiglia Leopardi e con notizie sulla salute di figure di spicco: il Monsignor Strambi, in gravi condizioni, e il Papa, in miglioramento.
- Note
Segue la l. del 27 dicembre 1823 [BL 602].
Si riporta di seguito il testo del promemoria inoltrato da Antici a Bunsen:
«Pro-Memoria al Sig.r Bunsen Incaric.° di Affari di S.M. Prussiana in Roma.
Essendo vacata la Cancelleria del Censo nel Distretto d'Urbino, la quale per estens.e del suo Circond.° è di primo rango, si dà luogo alla promoz.e di altro Cancell.e, e perciò alla vacanza probabilm.e della Cancelleria Censuaria in Loreto. Sarebbe questa la più bella opportunità per il Conte Giacomo Leopardi, onde godere gli effetti della preziosa benevolenza del Sig.r Barone di Niebuhr e dell'egregio Sig.r Di Bunsen Incaricato di Affari di S.M. Prussiana.
Il Governo potrebbe opporre a questa domanda la massima adottata di conferire le vacanti Cancellerie del Censo agli attuali Sostituti, volendo che tali secondarj impiegati restino per siffatto modo successivamente soppressi.
Nel caso pnte poi l'eccez.e a favore del C.te Giacomo Leopardi sarebbe un atto di giustizia, subitoché già il Cardinale Seg.rio di Stato (sotto il ministero del quale erasi stabilita questa massima) promise tuttavia al Sig.r Baron di Niebuhr, e ne fece avere la conferma al Sig.r di Bunsen, che alla pm̃a vacanza il Conte Giacomo Leopardi, in vista delle sue letterarie fatiche, avrebbe ottenuta l'implorata Cancelleria del Censo. Sicchè quando il prefato gentiliss. Sig. di Bunsen per quella bontà che mostra verso il Conte Leopardi, interponga all'uopo, e con efficacia la sua mediaz.e, non sembra credibile, che il Governo possa revocare la data promessa. E se mai rispondesse che già la vacante cancelleria del Censo è stata conferita, ottenga almeno l'Egregio Mediatore un Pontificio rescritto, con cui sin da ora si assicuri il Conte Leopardi, che alla pm̃a vacanza, verrà a lui conferita la cancelleria del Censo in Loreto, o almeno in altro Distretto della Marca, o nel Ducato di Urbino etc. etc.». Qualche giorno dopo Bunsen rispondeva ad Antici chiedendo di fargli avere una supplica al Papa; Antici la redasse e ne inviò una copia a Leopardi. Di seguito, la trascrizione di Moroncini: «Beatissimo Padre. L'Umilissimo oratore e suddito Conte Giacomo Leopardi di Recanati ottenne, colla mediazione del Sig.r BaroneNiebuhr già ministro di S.M. Prussiana presso la S. Sede, la promessa dell'Emin.° Sig. Card. Consalvi, allora Segretario di Stato, che la prima vacante Cancelleria del Censo sarebbe stata a lui conferita. Essendo vacata quella di Urbino, l'Oratore si fa coraggio di umiliare ai piedi del Vostro Trono le più fervide suppliche, affinchè la Santità Vostra si degni benignamente sanzionare l'impetrato favore. Il supplicante, che, non senza qualche successo, si è applicato finora ai buoni studj, troverà nell'implorata concessione il massimo impulso a sempre più coltivarli, poichè in tal modo li scorgerà meritevoli della Vostra Sovrana protezione» (il documento è conservato alla Nazionale di Napoli, Carte Leopardi, e si legge sotto la l. a Bunsen del 12 gennaio 1824).
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.19, c. doc.19
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, cc. 1r-2v.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Documento in parte autografo.
Il testimone consta di un bifolio.
Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r: sulle cc. 1r-v si dispone il testo autografo; si fa ricondurre ad altra mano il testo disposto su c. 2r.
Non si segnalano interventi significativi a testo.
A c. 2v è presente l'indirizzo e sono presenti, e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA] e di ricezione, di cui è possibile leggere anche la data, malgrado l’inchiostro consumato: MACERATA | 2 GEN.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.19, c. doc.19
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 573, vol. III, p. 58-59
- Leopardi 1998, lettera n. 604, vol. I, pp. 74-75
- Bibliografia
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- Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/604