Leopardi · Lettera n. 602
- Mittente
- Antici, Carlo Teodoro
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 27 dicembre 1823
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Roma 27 Xbre 1823
- Lingua
- italiano, francese
- Incipit
- Mio carissimo Nepote. Fu a mia insinuazione che rimaneste subito avvertito delle vacanza della Cancelleria censuaria in Urbino.
- Explicit
- Vogliate ringraziare in nome di mia moglie, di mia figlia e mio il vostro troppo generoso fratello Carlo, che ha voluto donare alla seconda altri tre scelti pezzi di musica. Amatemi, e crediatemi sempre
- Regesto
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Carlo Antici informa Giacomo Leopardi del fallimento delle sue iniziative per ottenere un incarico nella Cancelleria censuaria di Urbino. Spiega che, a causa di circostanze sfavorevoli (l'assenza del Barone Niebuhr e la cessazione dall'incarico del cardinale Consalvi), non c’è alcuna possibilità di successo. Offre, comunque, di intercedere presso il signor Bunsen o il Papa per richiedere un impiego, a condizione che Leopardi lo desideri.
Manifestando il proprio dispiacere per non poter offrire notizie migliori, dimostra invidia per la condizione libera da preoccupazioni pratiche, che consente al nipote di dedicarsi allo studio di grandi classici come Omero e Platone.
La lettera prosegue con un aggiornamento sulle condizioni di salute del Papa, descritte come in miglioramento grazie a cure mediche. Esprime ottimismo per la possibilità che il Pontefice possa portare avanti i suoi progetti senza difficoltà.
Antici conclude con saluti affettuosi alla famiglia Leopardi e ringraziamenti al fratello Carlo per un regalo musicale fatto a sua figlia.
- Note
Risponde a una l. di Giacomo Leopardi che non è stata al momento reperita.
Antici aveva informato subito Monaldo dell'impiego vacante alla Cancelleria del Censo di Urbino. A questo proposito, Moroncini riporta come segue: «[Monaldo] pur ringraziando ai 26 dicembre il cognato, anche a nome di G. a di Adelaide, soggiungeva: "Quanto a me, desidero si persuadano una volta ambedue che la vera e migliore collocazione di G. è la sua libreria. perchè egli per il suo fisico, per il suo morale, per i suoi studii e per le sue abitudini ha bisogno di comodo, di libertà, di assistenza; e perchè gl'impieghi graziosi non saranno mai per chi ha sortita la sua natura, la vostra, e la mia"».
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.18, c. doc.18
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, cc. 1r-2v.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di un bifolio.
Il testo della lettera si dispone sulle cc. 1r-2r.
Non si segnalano interventi significativi a testo, se non la sottolineatura dell'espressione «al Papa istesso».
A c. 2v. è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA] e di ricezione, di cui è possibile leggere anche la data, malgrado l’inchiostro consumato: 29 DECE.
È presente la traccia del sigillo di chiusura che ha provocato uno strappo al margine della carta.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.18, c. doc.18
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 572, vol. III, pp. 57-58
- Leopardi 1998, lettera n. 602, vol. I, pp. 772-773
- Bibliografia
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- Pestelli 2009 = Corrado Pestelli, Carlo Antici e l'ideologia della Restaurazione in Italia, Firenze, Firenze university press, 2009, pp. 243-259
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/602