Leopardi · Lettera n. 583
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Melchiorri, Giuseppe
- Data
- 29 agosto 1823
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Roma
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Peppino. L'interesse ch'io prendo alle cose vostre fa che molto mi dispiacciano i disgusti,
- Explicit
- E per questo non voglio dilungarmi di più, ed abbracciandovi li cuore, vi ripeto che sarò sempre e poi sempre vostro, e vi saluto. Addio, addio.
- Regesto
-
Leopardi si dice dispiaciuto della fine dell'amicizia fra Melchiorri e Visconti, e chiosa sull'argomento con una massima: «le amicizie o non si dovrebbero mai stringere, o strette che fossero, non si dovrebbero mai rompere». A proposito della «Collectio Latinorum Scriptorum cum notis» edita per i tipi del torinese Giuseppe Pomba, il recanatese declina l'invito ad acquistarlo: consultatosi con Monaldo, avevano stabilito che l'edizione Mannheim in loro possesso risultava molto più accurata. Finalmente, il manoscritto e gli stamponi delle Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio avevano fatto ritorno a Recanati, e Giacomo ringrazia il cugino della cura adoperata nella correzione. Una volta intervenuto sugli stamponi, Leopardi avrebbe dovuto rispedire a Melchiorri il testo, affinché venisse pubblicato sulle «Effemeridi Letterarie»; a questo proposito, propone al cugino se conoscesse qualcuno, ad esempio l'amico Clemente Cardinali, con cui Monaldo, in qualità di gonfaloniere, avrebbe potuto intrattenere una corrispondenza d'ufficio, e quindi priva di spese postali. Il poeta chiude la l. manifestando l'intenzione di non oberare il cugino di impegni, immaginandolo impegnato nella riflessione sul conclave iniziato a seguito della morta di Papa Pio VII, avvenuta il 20 di agosto.
- Note
Risponde alla l. di Giuseppe Melchiorri del 13 agosto 1823 [BL 579].
1. Un riferimento alla Collectio stampata a Torino si trova anche in una l. di Leopardi al Brighenti [BL 689]: «credo bene di avvertirvi (se forse aveste intenzione di far molto uso dei classici di Torino) che quella edizione, come voi potrete conoscere osservandola, è tanto pessima quanto bella. La scelta dei testi, quella dei commentarj, la correzione tipografica, ogni cosa è intollerabile. Vi dico sì per sentimento mio, che ho avuto occasione di esaminarla a Roma, e sì per opinione di alcuni insigni filologi forestieri, che me ne parlarono meravigliandosi della cattivissima direzione di quell'impresa».
- Edizioni
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- Leopardi 1878a, lettera n. 24, pp. 51-52
- Leopardi 1892a, lettera n. 264, vol. I, pp. 460-461
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 264, vol. I, pp. 460-461
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 552, vol. III, pp. 33-34
- Leopardi 1949, lettera n. 283, pp. 454-455
- Leopardi 1998, lettera n. 583, vol. I, pp. 746-747
- Leopardi 2006, lettera n. 292, pp. 445-446
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 04 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/583