Leopardi · Lettera n. 579
- Mittente
- Melchiorri, Giuseppe
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 13 agosto 1823
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Roma 13. Agosto 1823.
- Lingua
- italiano, latino
- Incipit
- Caro il mio Giacomo. Non saprei cosa dirvi dei vostri stamponi
- Explicit
- Addio, caro Giacomo. Quello che ti raccomando caldamente si è che mi ami, e mi scrivi spesso. Addio, addio.
- Regesto
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Gli stamponi delle Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio, corretti da Melchiorri e spediti a Leopardi per una revisione prima della stampa, assieme al manoscritto dell'opera erano stati affidati imprudentemente a un anziano vetturale di Treia che li avrebbe poi consegnati a un pittore recanatese; quest'ultimo avrebbe poi dovuto recapitare il pacco a Casa Leopardi, ma la merce non era ancora giunta a destinazione, suscitando la preoccupazione di Leopardi. Melchiorri però invita il cugino a non preoccuparsi, dal momento che la composizione tipografica era già pronta, e le correzioni apportate erano poche e, per lo più, di natura linguistica, e Peppino le ricordava a memoria, tanto da essere in grado di apportarle nuovamente. Un passaggio centrale della l. riporta, invece, la notizia della rottura dei rapporti tra Melchiorri e Pietro Ercole Visconti, per motivi non specificati. Il marchese chiede, poi, a Leopardi di fargli sapere se Monaldo sia interessato all'acquisto della «Collectio Latinorum Scriptorum cum notis» edito per i tipi del torinese Giuseppe Pomba. Gli ultimi accenni sono dedicati alle questioni che avevano interessato il carteggio fino a quel momento: l'accordo matrimoniale, poi saltato, tra Paolina Leopardi e Luigi Marini, e l'impiego di cancelliere auspicato da Giacomo, ma a rischio per via delle condizioni di salute del pontefice Pio VII. Secondo Melchiorri, le trattative per l'incarico avrebbero potuto andare avanti nonostante l'eventuale conclave, ma si sbagliava.
- Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 1° agosto 1823 [BL 576].
1. «Pippo» è il soprannome attribuito da Melchiorri all'editore Filippo De Romanis, direttore della rivista «Effemeridi Letterarie», che ospitava la pubblicazione delle Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio (uscite in sei puntate nel 1823, e poi in veste autonoma, sempre per i tipi di De Romanis, nello stesso anno), e di altri scritti filologici di Leopardi (la recensione al Filone del monaco Giovan Battista Aucher, e le Notae di critica testuale al trattato De re publica di Cicerone scoperto nel 1819 da Angelo Mai in un codice vaticano).
2. Il Papa Pio VII sarebbe morto di lì a poco, il 20 agosto.
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.175, c. doc.175
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, cc. 1r-2v.Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, correzioni, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo, senza firma.
Il testimone consta di un bifolio (cc. 1r-2v).
Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r.
Si segnalano, a testo, alcune cassature e aggiunte in interlinea superiore, registrate con il consueto segno di appicco.
A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA], e di ricezione, che risulta praticamente illeggibile per via dell'inchiostro consumato.
Il sigillo, all'atto dell'apertura, ha provocato una lacerazione al margine destro della carta.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.175, c. doc.175
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 548, vol. III, pp. 29-30
- Leopardi 1998, lettera n. 579, vol. I, pp. 740-742
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 10 giugno 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/579