Leopardi · Lettera n. 576

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Melchiorri, Giuseppe
Data
1 agosto 1823
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Recanati 1 Agosto 1823
Lingua
italiano
Incipit
Caro Peppino. La disgrazia della Chiesa di San Paolo è veramente, come voi dite, europea.
Explicit
Salutatemi gli amici e i conoscenti quando ve ne ricordate, e vogliatemi bene sempre. Addio addio.
Regesto

Leopardi non concorda con Melchiorri circa il buon esito delle trattative in corso per un impiego da cancelliere qualora Papa Pio VII fosse venuto a mancare. L'accordo, infatti, sarebbe stato portato a termine con successo grazie al Cardinal Consalvi, Segretario di Stato, che però avrebbe lasciato l'incarico al subentro di un nuovo pontefice. Il poeta recanatese poi si dice contento che il cugino abbia ricevuto notizie da Firenze in merito al codice del De Lingua Latina di Varrone, risultato di una collazione di Girolamo Lagomarsini, erudito il cui operato viene ritenuto «eccellente» da Leopardi. Melchiorri stava lavorando, in quel periodo, a una nuova edizione dell'opera varroniana assieme all'amico Pietro Ercole Visconti; a questo proposito, Giacomo sollecita il cugino a portargli i suoi saluti. Un'ultima raccomandazione riguarda gli stamponi e il manoscritto delle Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio, dispersi nella spedizione partita da Roma per Recanati. Melchiorri infatti aveva inviato indietro a Leopardi i materiali per un controllo antecedente la pubblicazione sulle «Effemeridi Letterarie».

Note

Risponde alla l. di Giuseppe Melchiorri del 19 luglio 1823 [BL 575].
1. Melchiorri titubava nel riferire a Leopardi notizie dell'amico Pietro Ercole Visconti perché in realtà aveva rotto con lui ogni legame di amicizia, ed aveva esitato a raccontarlo al cugino fino al 13 agosto [cfr. BL 579], quando finalmente ammise il litigio, senza però spiegarne le cause.

Testimoni
  • Roma, Archivio privato Raffaele Garofalo, E.VI.5, 5 Giacomo Leopardi, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 211 x 160.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo, senza firma.
    Il testimone consta di un bifolio (cc. 1r-2v).
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [RECANATI], e di spedizione, di cui è possibile leggere la data malgrado l'inchiostro consumato: 8 AGOSTO.
    Sulla stessa c. sono presenti due annotazioni autografe di Giuseppe Melchiorri: la prima, «N°.-15.-» e la seconda: «Risposto il di 13. Agosto. 1823.».

    Da Manus: Inviata a Giuseppe Melchiorri, la lettera restò successivamente nelle disponibilità della figlia Giulia e del marito Cesare Brunelli insieme ad altre 34 missive. Successivamente giunse in circostanze ad oggi non accertate nelle mani di Luigi Prosperi di Recanati, il quale, probabilmente in occasione della mostra organizzata proprio a Recanati in occasione del primo centenario dalla nascita del poeta, la vendette a Luigi Banzi di Bologna. In seguito, l'autografo dovette entrare nel circuito del collezionismo privato, all'interno del quale venne acquistato da Raffaele Garofalo, entrando a far parte della raccolta dell'importante chirurgo e studioso romano.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 04 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/576