Leopardi · Lettera n. 575
- Mittente
- Melchiorri, Giuseppe
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 19 luglio 1823
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Roma 19. Luglio 1823.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Giacomo. Ho piacere di sentirti calmato, poichè avevi torto di lagnarti di me
- Explicit
- Addio, Giacomino mio, scrivimi, e ricordati che ti voglio bene. Addio.
- Regesto
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Rasserenato dai chiarimenti seguiti alle incomprensioni dovute a delle lacune nella comunicazione epistolare, Melchiorri rassicura Leopardi sul conferimento dell'incarico di Cancelliere nonostante le critiche condizioni di salute di Pio VII, la morte del quale, secondo Giacomo, avrebbe portato all'annullamento di ogni accordo preso dal pontefice. A malincuore, il marchese comunica al cugino che Marini aveva deciso di sposare una certa contessa di Rieti, Barbara Clarelli, venendo meno agli accordi presi con casa Leopardi circa il matrimonio con Paolina; Peppino suggerisce a Leopardi di comunicare tale decisione a casa, così da non continuare ad alimentare speranze. Inoltre, il 15 luglio, la basilica di San Paolo fuori le mura era stata arsa da un brutto incendio, ed era stata pianta da molte persone, Melchiorri compreso, accorso a vedere la distruzione di quel monumento; tale avvenimento condizionò il marchese tanto da portarlo a pensare a un presagio di morte di Papa Pio VII. L'episodio era infatti stato associato, da Peppino, alla distruzione del tempio di Diana Efesina alla nascita di Alessandro Magno.
Da ultimo, Melchiorri richiede a Leopardi il libro del Giordani quando fosse tornato disponibile nella Biblioteca di casa, e lo informa che da Firenze gli avevano fornito indicazioni circa il maggior codice del De Lingua Latina di Varrone, studiato da Girolamo Lagomarsini e la cui collazione si trovava al Collegio Romano. - Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 14 luglio 1823 [BL 574].
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.174, c. doc.174
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, cc. 1r-2v.Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo, senza firma.
Il testimone consta di un bifolio (cc. 1r-2v).
Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r.
Non si segnalano interventi significativi a testo.
A c. 2v è presente l'indirizzo e si segnalano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA] e di spedizione, leggibile malgrado l'inchiostro consumato: MACERATA|25 LUG[LIO].
Il sigilli, all'atto dell'apertura, ha provocato una lacerazione al margine della carta.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.174, c. doc.174
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 543, vol. III, pp. 21-22
- Leopardi 1998, lettera n. 575, vol. I, pp. 733-735
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/575