Leopardi · Lettera n. 574

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Melchiorri, Giuseppe
Data
14 luglio 1823
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, è aggiunta da altra mano accanto alla data. Sul manoscritto: «Recanati 14 Luglio»
Lingua
italiano
Incipit
Caro Peppino. Torto a me, anzi torto alle maledette poste, perch'io risposi subito alla tua dei 24 Maggio
Explicit
Scrivimi, e se non hai altro da dirmi, dimmi che mi vuoi bene, com'io te ne voglio. Addio, addio.
Regesto

Leopardi risponde anche umoristicamente alle brutte notizie ricevute da Melchiorri su più fronti. Incassando i colpi, il poeta maledice il giorno della sua nascita, vedendosi costretto a vita alla reclusione recanatese, anche a causa del probabile annullamento dell'accordo tra Capaccini e Papa Pio VII, in fin di vita, circa la possibilità di un impiego presso la Cancelleria. Preoccupato per la perdita degli stamponi delle Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio, il poeta asserisce che De Romanis avrebbe potuto premurarsi di inviarli di suo pugno, e tramite un mezzo più sicuro. Leopardi, infine, chiede qualche notizia circa le intenzioni di Marini di sposare Paolina; era passato più di un mese dalla comunicazione della valutazione, da parte del Direttore generale dei Catasti, di un partito bolognese, e Giacomo non dubita che, a questo punto, l'esito della decisione sia negativo. Il poeta recanatese avrebbe voluto inviare al cugino il libro di Giordani, ma quelli di casa lo avevano già prestato a una «bestia di forestiere». Chiudono la l. alcune domande circa la permanenza di Niebuhr a Napoli e la pubblicazione della sua recensione al volgarizzamento dell'Eneide da parte di Michele Leoni sulle «Effemeridi Letterarie».

Note

Risponde alla l. di Giuseppe Melchiorri del 9 luglio 1823 [BL 572].
1. In effetti, i sospetti di Leopardi erano fondati: il matrimonio tra Paolina e Marini non sarebbe andato in porto.
2. Sulla pubblicazione dell'orazione di Libanio da parte del Mai cfr. BL 572.

Testimoni
  • Roma, Biblioteca dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, MCRR, 76/4, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 212 x 159, cc. 1r-2v.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo, senza firma.
    Il testimone consta di un bifolio (cc. 1r-2v).
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-2v.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [RECANATI], e di ricezione, di cui è possibile leggere la data malgrado l'inchiostro consumato: 18 LUGLIO.
    Sul lato destro, in basso, si nota un’annotazione autografa di Giuseppe Melchiorri a inchiostro nero: «N°. 14 / Risposto alli 19. Luglio 1823.».

    Da Manus: Inviata a Giuseppe Melchiorri, la lettera restò dapprima nelle disponibilità della figlia Giulia e del marito Cesare Brunelli insieme ad altre 34 missive. Successivamente, in circostanze ad oggi non accertate, entrò a far parte del "Fondo Risorgimento" della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, da cui venne poi trasferita all'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano nel 1935, in seguito all'allestimento dell'istituzione stessa.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 09 giugno 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/574