Leopardi · Lettera n. 562

Mittente
Melchiorri, Giuseppe
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
10 maggio 1823
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Roma 10. Maggio 1823.
Lingua
italiano
Incipit
Caro il mio Giacomo. Ho inteso con gioia la notizia del tuo felice arrivo in Recanati
Explicit
Credo che sarebbe impossibile che noi ne potessimo formare desiderio. Addio, caro Giacomo, amami, e credimi il tuo
Regesto

Melchiorri rappresentava, in quel momento, un contatto importante per tenere i rapporti con l'editore Filippo De Romanis, e svolgeva il ruolo di mediatore con Luigi Marini per il possibile accordo nuziale da stringere fra quest'ultimo e Paolina. A proposito dell'editore romano, Peppino domanda per suo conto al poeta una recensione della traduzione dell'Eneide per opera di Michele Leoni e un possibile volgarizzamento dell'Anabasi di Senofonte, entrambi da pubblicarsi nelle «Effemeridi Letterarie». Informa Leopardi che gli stamponi delle Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio erano quasi ultimati, e pronti per la stampa nella rivista romana. Promette di aggiornare la famiglia Leopardi circa le intenzioni di Luigi Marini sul matrimonio con Paolina, ricordando però a Giacomo che il direttore Generale dei Catasti stava valutando anche un partito bolognese. Trasmette i saluti della moglie Gertrude, detta Tata o Tuta, e lo informa dell'elezione al cardinalato dell'abate Zurla.

Note

Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 4 maggio 1823 [BL 560].
1. Le Annotazioni sopra la Cronica d'Eusebio uscirono in tre puntate, dal marzo al dicembre 1823, nelle «Effemeridi Letterarie» e, in veste autonoma, da De Romanis, Roma, 1823 [ma 1825]. Il lavoro era già stato avviato da Leopardi nel 1819 in forma di lettera a Bartolomeo Borghesi.
2. Leopardi tentò di impegnarsi nell'impresa di traduzione dell'Anabasi, di cui volgarizzò un solo frammento pubblicato nel «Nuovo Ricoglitore» nel 1825 (Frammento di una traduzione in volgare dell'impresa di Ciro descritta da Senofonte).

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.170, c. doc.170

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, cc. 2r-v.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifolio (cc. 2r-v).
    Il testo si dispone sulla c. 1r-v, lasciando quest'ultima per metà bianca.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA], e di ricezione, di cui è possibile leggere anche la data malgrado l'inchiostro consumato: MACERATA|21 MAG.
    Il sigillo, all'atto dell'apertura, ha causato una lacerazione al margine destro della carta.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/562