Leopardi · Lettera n. 560
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Melchiorri, Giuseppe
- Data
- 4 maggio 1823
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Roma
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Peppino. Sono nel mio bel Recanati arrivato ier sera.
- Explicit
- Amatemi, caro Peppino, e scrivetemi, ed io farò altrettanto.
- Regesto
-
Melchiorri rientrava fra le prime persone cui Leopardi comunicò il suo ritorno a Recanati, il giorno dopo ver messo piede nel palazzo di famiglia. A Roma, i due sodali avevano trascorso del tempo insieme, e Giacomo incarica Peppino di salutare la moglie Gertrude (detta Tuta o Tata), e alcuni amici della cerchia romana. Al marchese, il poeta rimette anche i ringraziamenti per Luigi Marini, il quale si stava adoperando per aiutare Monaldo nella causa contro la congregazione del Buongoverno. A Marini è rivolta anche l'affermazione relativa al «noto affare», circa le trattative nuziali del cavaliere con la sorella Paolina.
- Note
Segue la l. di Giuseppe Melchiorri del 16 gennaio 1823 [BL 500].
1. Carlo Antici aveva dato notizia a Monaldo che Luigi Marini, direttore generale dei Catasti, era in cerca di una moglie di buona famiglia poco incline alla vita mondana. Ovviamente, al conte recanatese venne chiesto di proporre in sposa Paolina, ed egli domandò subito a Giacomo qualche informazione su Marini, di cui Monaldo aveva un buon ricordo, ma risalente a ventidue anni prima [cfr. BL 541], quando il Marini lo aveva dispensato dal pagamento di un'ammenda di ottomila scudi. Dopo la perentoria richiesta di Monaldo [cfr. BL 549] di conoscere le intenzioni del Cavaliere circa il papabile matrimonio con Paolina, Leopardi si era confrontato con lo zio Carlo al fine di chiarire ogni dubbio al padre. Con l'Antici avevano convenuto che dovesse essere Giuseppe Melchiorri, amico stretto e "tutto fare" del Marini, a dover intercedere per loro e a parlare con il direttore generale dei Catasti. Il poeta recanatese nutriva ancora molte speranze circa il buon esito dell'accordo, nonostante quanto comunicato dal Marini, ossia la valutazione in atto di un altro partito matrimoniale. Leopardi, inoltre, aveva informato il padre di aver regolarmente consegnato al Marini il Memoriale che spiegava la situazione in atto tra Monaldo e il Buon Governo, per cui il conte recanatese sperava in un'intercessione a suo favore del Cavaliere [cfr. BL 554].
2. Viani aveva tratto il testo della lettera attingendo al periodico torinese «Il Baretti. Giornale scolastico letterario», diretto da Gian Severino Perosino.
- Edizioni
-
- Baretti 1872, prima edizione.
- Leopardi 1892a, lettera n. 254, vol. I, pp. 449-450
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 254, vol. I, pp. 449-450
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 529, vol. III, pp. 4-5
- Leopardi 1949, lettera n. 436, pp. 436-437
- Leopardi 1998, lettera n. 560, vol. I, p. 712
- Leopardi 2006, lettera n. 282, p. 428
- Bibliografia
-
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 04 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/560