Leopardi · Lettera n. 549

Mittente
Leopardi, Monaldo
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
14 aprile 1823
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Recanati 14. Ap.e 1823.
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro Figlio. Sentite. Regolatevi con prudenza, e dilucidate quanto potete le mie dubbiezze.
Explicit
le attuali apprensioni del Cav. Antici, giustificate dalle circostanze, non escludono la sussistenza e la verità di quanto vi ha detto Melchiorri.
Regesto

Il protratto silenzio di Antici in merito all’avanzamento delle trattative matrimoniali tra Marini e Paolina indusse Monaldo a sospettare che la situazione non stesse evolvendo secondo quanto gli era stato in precedenza rappresentato, vale a dire che Marini fosse effettivamente interessato alla giovane e disposto a non attribuire particolare rilievo alla questione della dote. Il conte recanatese sollecita pertanto il figlio a informarsi sull’andamento della vicenda e a sottoporre ad Antici le lettere da lui inviate a Leopardi, esortandolo a fornire una risposta. Al tempo stesso, lo invita ad adoperarsi in ogni modo affinché l’accordo potesse giungere a conclusione, promuovendo anche il rafforzamento del rapporto tra Melchiorri e Marini: il cugino, infatti, rivestiva un ruolo di mediazione nella trattativa e il suo intervento risultava determinante. Alla lettera Monaldo acclude inoltre una «memoria» relativa a una spiacevole vertenza in corso con il Buon Governo; tale documento avrebbe dovuto essere presentato da Giacomo a Luigi Marini, affinché questi potesse adoperarsi in favore del conte recanatese.

Note

Segue la l. di Monaldo Leopardi dell'11 aprile 1823 [BL 547].
1. I dubbi di Monaldo circa l’indugio di un progetto che appariva ormai definito si rivelarono fondati: come Giacomo riferiva al padre il 22 aprile 1823, Luigi Marini aveva infatti «per le mani un altro partito» [BL 554]. Non a caso, Marini finì poi per sposare una nobildonna bolognese.
2. Moroncini riporta alcuni estratti di una l. di Antici a Monaldo datata 23 aprile: «Due giorni dopo che vi confidai il mio progetto sul Cav. Marini, mi sentii mosso a fargli affacciare, come tutto il mio, il mio progetto sulla vostra Paolina; e siccome la di lui risposta fu quella di un partito bolognese che vi communicai, non credetti necessario dirvi a qual proposito l'avea data», e continuava esprimendo il proposito di lasciare a Melchiorri l'intercessione con Marini: «Quando vedrò proficuo il mio intervento, lo porrò in moto a vostro maggior possibile vantaggio, e di ciò siatene certo voi, l'ottima Adelaide e la cordiale Paolina».

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
    Originale, manoscritto autografo.
Edizioni
Bibliografia
  • Damiani 1988 = Rolando Damiani, La complicità di una comune origine. In margine al carteggio tra Giacomo e Monaldo Leopardi, in «Lettere italiane», XL, 3, 1988, pp. 402-414
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 19 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/549