Leopardi · Lettera n. 543

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Carlo Orazio
Data
[5 aprile 1823]
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Roma 5 Aprile 1823.
Lingua
italiano
Incipit
Caro Carlo. Ti felicito sommamente del tuo nuovo amore; e altrettanto mi dispiacerebbe che a Pasqua fosse cominciata per te la Quaresima.
Explicit
Questo vostro silenzio m'è necessario per un'espressione ambigua ch'io metto nella lettera a mio Padre, ec. ec.
Regesto

Leopardi si congratula con il fratello per il nuovo amore e coglie l’occasione per ribadire la propria critica alle bellezze neoclassiche di Roma, sostenendo che anche il semplice intrattenersi in conversazione con una giovane avvenente sia più piacevole che aggirarsi «attorno all’Apollo del Belvedere o alla Venere Capitolina». Successivamente esprime il proprio disappunto per il fatto che lo zio Carlo Antici abbia informato Monaldo delle questioni lavorative che lo coinvolgevano in quei giorni e rivolge una dura critica alle consuetudini di casa Antici, dove le vicende private venivano discusse apertamente e diffuse alla stregua di pettegolezzi. Giacomo ribadisce quindi, dopo averne già discusso con Monaldo nella l. del 2 aprile 1823 [BL 542], i vantaggi che potrebbero derivare dal matrimonio di Paolina con Luigi Marini. In chiusura, raccomanda a Carlo di non rendere nota in famiglia la data effettiva della partenza di Niebuhr.

Note

Risponde alla l. di Carlo Leopardi del 27 marzo 1823 [BL 540].
1. Francesco Capaccini era un ecclesiastico di vasta cultura, con il quale Leopardi entrò in relazione nel periodo in cui il poeta era alla ricerca di un’occupazione a Roma che gli consentisse di stabilirsi lontano da Recanati. In quegli anni Capaccini ricopriva l’incarico di minutante presso la Segreteria di Stato ed era uno dei principali collaboratori del cardinale Consalvi. Per tale ragione Leopardi decise di rivolgersi a lui per ottenere l’impiego desiderato.
La supplica personale indirizzata a Consalvi, redatta allo scopo di conseguire un posto presso la Cancelleria del Censo, fu accompagnata da un biglietto di presentazione compilato da Niebuhr e inviato all’abate Capaccini. Come emerge dalla lettera, Leopardi attribuiva grande importanza a questa iniziativa, che seguì con estrema attenzione. L’impegno profuso nella ricerca dell’impiego era motivato anche dall’imminente ritorno a Recanati, circostanza che rendeva il ruolo dell’abate Capaccini ancora più decisivo.

Testimoni
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 14344, cc. 47r-48v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli rilegati, mm 267 x 195.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Autografo, senza firma.
    Filigrana: colomba con testa rivolta in avanti, ala spiegata, zampa su monte a tre cime; il tutto inscritto entro cerchio.
    La lettera è conservata all'interno di un codice che presenta la seguente legatura: coperta in tessuto, cartonato con piatti rivestiti in tessuto verde bottiglia e punte e dorso rinforzati in pergamena; sul piatto anteriore, in basso a sinistra, due stemmi; sul dorso, cartiglio incollato con la segnatura del manoscritto e, subito sotto, la stessa segnatura impressa a inchiostro. Sul contropiatto anteriore, cartiglio con la segnatura del manoscritto. Sul contropiatto posteriore, cartiglio del laboratorio di restauro vaticano, su cui si legge: «Registro n. 8» e subito sotto la data «29 GEN. 1999» stampigliata a inchiostro blu. Il codice contiene 18 lettere a Monaldo e Carlo, una nota di libri, una lettera di Adelaide Antici a Carlo Antici e un estratto di altra lettera in duplice copia. Una annotazione premessa ai manoscritti specifica la provenienza delle carte: «Questi autografi, dati da Mons. Alessandro Avoli all’Istituto Massimo alle Terme di Roma l’8 giugno 1906, furono dal P. Giovanni B. Scarpellino S. I., Rettore dello stesso Istituto, donati alla Biblioteca Vaticana il 12 gennaio 1948, per i buoni uffici del P. Pietro Tacchi Venturi S. I.»; i dettagli sono confermati dalla busta che conteneva i documenti, legata entro il codicetto in ultima posizione e corredata dalle seguenti note: «Autografi di Giacomo Leopardi – consegnatimi | da Mons.r Alessandro Avoli il giorno 8 giugno 1906» cui segue la sigla dello Scarpellino e l’annotazione a lapis «Autografi | Lettere | Leopardi». Poiché tutte le note sulla provenienza parlano di autografi leopardiani, non è chiaro se attraverso questa strada siano giunte in Biblioteca anche la lettera di Adelaide Antici e le due copie di un estratto di lettera (probabilmente indirizzata a Monaldo Leopardi ma di mittente ad oggi ignoto). Al tempo stesso, restano parzialmente sconosciute anche le circostanze che condussero le lettere autografe e la lista di libri nelle mani di Alessandro Avoli, sebbene si possa ipotizzare che esse siano state cedute da Teresa Teja Leopardi, ereditaria delle carte del secondo marito, Carlo Leopardi.
    Il testo si dispone sulle carte 47r-v e 48r.
    A c. 48v si legge l’indirizzo.
    Il sigillo di chiusura ha causato uno strappo nel lato destro al centro all’atto dell’apertura, successivamente restaurato.
    Nello spazio della sovraccarta si legge l’annotazione «5. aprile | 1823.», relativa alla datazione. A c. 48v, nell’angolo in basso a destra, si nota quella che sembrerebbe una precedente cartulazione o un numero d’ordine: «2». [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Antona-Traversi 1930a = Camillo Antona-Traversi, Carlo e Luigi Leopardi (Documenti inediti e rari), Trieste, Edizioni C.E.L.V.I, 1930
  • Vian 1966 = Nello Vian, Annunzio, in «Giornale Storico della Letteratura italiana», CXLIII, fasc. 443, 1966, pp. 470-471
  • Giuliano 1994 = Antonio Giuliano, Giacomo Leopardi e la restaurazione, Napoli, Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti, 1994 (Memorie dell’Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti in Napoli, 8)
  • Buonocore 1998 = Marco Buonocore, Le lettere di Giacomo Leopardi presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, in Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 374-379
  • Bellucci, Trenti 1998 = Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 154-155, pp. 159-160, pp. 180-182
  • Panajia 2002 = Alessandro Panajia, Teresa Teja Leopardi. Storia di una scomoda presenza nella famiglia del poeta. Con un inedito di Giacomo Leopardi, Pisa, ETS, 2002 (CollanaOro, 14)
  • Abbate 2016 = Carteggi leopardiani inediti. Prospero Viani e la famiglia Leopardi, a cura di Lorenzo Abbate, Macerata, eum, 2016 (Leopardiana. Testi, 1)
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 19 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/543